• CALABRIA INSOLITA: TRA ARCHEOLOGIA, MUSEI E LUOGHI MISTERIOSI

    ITALIA

  • CALABRIA INSOLITA: TRA ARCHEOLOGIA, MUSEI E LUOGHI MISTERIOSI

    ITALIA

    icona orologio 7 GIORNI
    minimo 10 massimo 16 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2020

    Sistemazioni
    Land Expeditions - Viaggi con Esperto

      Un itinerario volto a valorizzare le piccole eccellenze, i gioielli cosiddetti minori. Istantanee uniche che per rimanere impresse nella memoria, non hanno bisogno di nessuno strumento particolare, se non dei più minuziosi in nostro possesso: gli occhi e il cuore. Un viaggio dell’anima, per conoscere e amare le diversità etniche, culturali, linguistiche e folkloristiche di una terra che, da sempre, è approdo di tutti. La narrazione di questa terra passa - continua -

    A PARTIRE DA: 1.470 €


    ITINERARIO

    Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto di Lamezia Terme e partenza verso la prima tappa del nostro viaggio: Fiumefreddo Bruzio, nel club dei borghi più belli d’Italia. Il Castello della Valle è uno dei suoi simboli, anche perché dalla sua terrazza si gode di uno stupendo panorama che, nei giorni di cielo limpido, permette addirittura di ammirare il vulcano Stromboli. Diverse sono le dimore nobiliari, le pittoresche chiesette e le opere di Salvatore Fiume, artista siciliano del ‘900 di fama internazionale. Dopo il pranzo nel centro storico della cittadina costiera, il viaggio proseguirà verso il cuore del Parco Nazionale del Pollino, nel Nord della regione. Lungo il percorso conosceremo la realtà del Museo Internazionale della Memoria a Ferramonti di Tarsia. Aperto nel giugno 1940, fu il più grande campo di concentramento fascista italiano, dove furono internati ebrei, antifascisti, cinesi e profughi politici. Sgomberato nel settembre 1945, cadde completamente nel dimenticatoio, e soltanto negli anni novanta furono ristrutturate due baracche, in cui furono realizzati una sala convegni e il Museo. Concluderemo la nostra giornata con la visita di Altomonte, un vero monumento a cielo aperto, soprattutto nell’architettura delle abitazioni del centro storico. È il caso dei portali in pietra dei palazzi antichi che mantengono, ancora l’impostazione medievale. La parte alta del borgo di Altomonte è dominato dalla Chiesa di S. Maria della Consolazione, sicuramente una delle testimonianze più dirette dell’epoca angioina in Calabria. La Chiesa sorge dalle spoglie di una vecchia chiesetta normanna, ultimata nel 1380. Altomonte, anch’esso tra i borghi più belli d’Italia, cerca di preservare la sua bellezza aristocratica e austera che ne fanno uno dei centri artistici più significativi della regione. La cena e il pernottamento sono previsti nel Castello di Serragiumenta, situato nei pressi del borgo.

     

    Un tempo cittadella inespugnabile, Oriolo sorge alle falde del Massiccio del Pollino, tra i rilievi argillosi dell’Appennino calabro-lucano. Conserva uno splendido borgo medioevale con delle pregevoli facciate di palazzi nobiliari proprio sul corso principale che porta fino all’imponente castello che si erge su di una roccia, come a dominare l’abitato, con mastio quadrangolare e torrette angolari di epoca aragonese. Di fronte al castello sorge la Chiesa Madre dedicata a San Giorgio con a guardia della porta centrale due leoni, databili al 1264. La tappa successiva, il Castello Normanno di Roseto Capo Spulico è invece una delle attrattive principali della costa jonica; arroccato sulla scogliera posta a picco sul mare, è un luogo molto romantico, dove, secondo alcuni scritti rinvenuti negli archivi zaristi, l’Imperatore Federico II° avrebbe custodito, per alcuni anni, il telo della Sacra Sindone. Dopo il pranzo, organizzato proprio in uno degli ambienti del maniero, raggiungeremo Sibari, oggi celebre per il suo fragilissimo sito archeologico, colpito da alluvioni e dissesti idrogeologici Questa parte del territorio calabrese vide il sorgere, lo sviluppo e poi il declino della grande polis di Sibari, alla quale si sovrapposero, prima il centro ellenistico di Thurii e poi quello romano di Copia. In tarda serata raggiungeremo Rossano. Cena e pernottamento in hotel.

     

    Quasi l’intera giornata sarà dedicata alla scoperta di un vero e proprio scrigno di arte, storia e tradizione, incastonato tra i monti della Sila e la costa jonica. Rossano ha una storia antichissima che affonda le sue origini all’epoca degli Enotri, una popolazione autoctona presente in alcune aree dell’Italia meridionale. Questa nobile cittadina, conosciuta come la Ravenna del sud, è sempre stata caratterizzata dal culto religioso e per la concentrazione di gioielli d’arte bizantina ben conservati, come l’Oratorio di San Marco, considerata una delle più importanti chiese di origine bizantina italiane e ubicata nel quartiere della Grecìa, il più antico della città, oppure come la Cattedrale di Maria Santissima Achiropita, è una meta imperdibile di un viaggio in Calabria. Questa però è soprattutto la città del Codex Purpureus Rossanensis, un manoscritto onciale greco che risale al VI sec. d.C., contenente un evangelario con testi di Matteo e Marco. Un capolavoro patrimonio dell’umanità. Proprio come l’altro tesoro di Rossano: il Museo della liquirizia “Giorgio Amarelli”. La famiglia ne ha voluto fortemente la realizzazione nel desiderio di presentare al pubblico una singolare esperienza imprenditoriale, nonché la storia di un prodotto unico del territorio. Una delle eccellenze nel mondo della Calabria è sicuramente la liquirizia, ottenuta dalla Glycyrrhiza glabra, che nasce spontanea lungo il litorale ionico. In questa terra è conosciuta ed utilizzata da sempre, ma la lavorazione su vasta scala iniziò solo nel 1715, quando il Duca di Corigliano impiantò la prima fabbrica e la liquirizia divenne in questo modo una fonte di guadagno e progresso. Nel tardo pomeriggio saremo a Cosenza, ancora oggi il cuore economico e culturale della regione, con i suoi musei di grande interesse. Faremo una lunga passeggiata alla scoperta dei tesori nascosti di questa città identificata anche come Atene della Calabria proprio per la sua tradizione culturale. Ci dedicheremo principalmente all’area pedonale di Corso Mazzini che ospita il MAB, Museo all’aperto Bilotti, unico nel suo genere sul territorio italiano. Cena libera e pernottamento.

     

    Di buon mattino, partenza per la provincia di Catanzaro, dove la prima tappa sarà Taverna, la patria del celebre Mattia Preti, tra i maggiori pittori italiani del Seicento. Il Museo Civico ospita, tra gli altri, i quadri di Gregorio e Mattia Preti, ma è la Chiesa di San Domenico a rappresentare il vero scrigno d’arte del grande Calabrese: sugli altari lungo le navate, sono collocati alcuni dei dipinti più celebri della sua lunga e gloriosa attività. Per pranzo saremo a Soverato, il cui mare cristallino ne è il simbolo comunemente più apprezzato, anche se è il centro storico a custodire un tesoro particolare: la Pietà di Antonello Gagini che si trova all’interno della Chiesa di Maria Santissima Addolorata. A seguire, la nostra giornata sarà all’insegna dell’archeologia, con l’antica colonia achea di Caulonia, individuata dall’archeologo Paolo Orsi durante i primi decenni del Novecento. Gli scavi hanno restituito importanti dati riguardanti la cinta muraria, l’ubicazione delle aeree sacre, delle necropoli o di alcuni quartieri destinati all’edilizia privata; ma è all’interno di un monumentale complesso termale di età ellenistica che è stato di recente portato alla luce un esteso mosaico con motivi floreali, draghi e delfini, di una bellezza davvero sorprendente. Nel tardo pomeriggio trasferimento a Stilo, patria del filosofo Tommaso Campanella e definita anche la città del sole. La posizione su cui sorge è già di per sé un grande spettacolo: l'antico borgo è, infatti, disposto a gradinate sulla pietra tufacea, sopra un pendio a ulivi e viti. Di particolare pregio storico e culturale è la famosa Cattolica, la chiesa bizantina più antica della Calabria, risalente al IX secolo. Cena e pernottamento in hotel.

     

    Dopo la prima colazione, a pochi chilometri dalla cittadina di Bivongi, il borgo della longevità, sorge il Monastero Greco Ortodosso di San Giovanni Theristis, dove vivono ancora alcuni monaci provenienti dal Monte Athos e unico edificio eretto a monastero ortodosso presente in Italia. Costruito nell’XI° secolo, si sviluppò in epoca normanna come uno dei più importanti monasteri basiliani della penisola. Mammola è conosciuta come il paese dello stocco. Il merluzzo pescato nel Nord Europa viene accuratamente selezionato: i migliori vengono appesi su impalcature di legno per essiccarli e diventeranno stoccafisso. Mammola è pero soprattutto la sede di MUSABA, sul promontorio del Monastero di Santa Barbara, dove, nel 1969, Nik Spatari, pittore, scultore e architetto italiano, ha realizzato un vero e proprio museo-laboratorio d’arte contemporanea. Oggi MUSABA, rappresenta per l’Italia un patrimonio di inestimabile valore artistico-culturale: all’interno è ospitato Il Sogno di Giacobbe, il capolavoro di Spatari. Dopo il pranzo in uno dei ristoranti del piccolo borgo, partenza alla volta di Casignana, uno splendido sito archeologico che conserva il fascino dei duemila anni della sua storia. Il nome di Casignana è dovuto probabilmente alla presenza della Villa Romana, un complesso architettonico di età imperiale abitata dal I° al IV° secolo d.C., appartenuta, si pensa, a un console romano o forse a un facoltoso proprietario terriero. Gli ambienti sono riccamente decorati con mosaici, tra i quali spicca quello figurato del frigidarium che raffigura un thiasos marino con quattro figure femminili che cavalcano un leone, un toro, un cavallo e una tigre terminanti con una coda di pesce. Lungo il percorso, breve sosta a Staiti, per ammirare la chiesa di Santa Maria de’ Tridetti, un prezioso monumento eroso dal tempo di probabile origine normanna. Il nostro viaggio verso Sud ci condurrà infine in Aspromonte, ad Amendolea, con i ruderi del vecchio borgo e il Castello dei Ruffo di Calabria. Saremo ospitati presso un’azienda agricola locale per la cena e il pernottamento.

     

    Il viaggio tra gli antichi borghi della Calabria Greca, dove i ritmi della vita quotidiana sono ancora lenti ed il tempo sembra essersi fermato, inizierà con Roghudi, che, appollaiato su un costone di montagna al centro della fiumara dell’Amendolea, fu abbandonato alla fine degli anni ’60 a causa di un’alluvione. All’epoca Roghudi contava 1650 abitanti e l’allora sindaco fu costretto a firmare un’ordinanza che prevedeva lo sgombero coatto del borgo. Oggi ci appare diroccato, ricco di misteri e inquietanti leggende. Attraversando ancora strade impervie e paesaggi unici, saremo per il nostro pranzo a Gallicianò, il cui piccolo nucleo abitativo si distribuisce attorno alla Chiesa di San Giovanni Battista. Questa è una piccola enclave che, grazie al suo isolamento strutturale, custodisce nel tempo la lingua, la cultura, la religione, i riti, la musica, le tradizioni e la cucina del Greci di Calabria. Nel comune di Bova è stato allestito il Parco archeologico ArcheoDeri, nel luogo dove sorgeva l’antica Delia, fondata dai greci e soprattutto intorno ai resti riconducibili ad una sinagoga in uso tra il IV e il VI sec. d.C., la seconda per antichità in occidente dopo quella di Ostia. Si tratta di una importante testimonianza della convivenza nel passato di culture diverse, tra le quali anche quella ebraica. Rientro ad Amendolea per la cena e il pernottamento.

     

     

    Dopo la prima colazione, partiremo alla volta di Vibo Valentia. L’antica Hipponion, che era una delle città della Magna Grecia situate sul versante tirrenico della Calabria, vanta oggi numerosi tesori archeologici e artistici, la maggior parte dei quali custoditi nel museo dedicato all’archeologo e studioso vibonese Vito Capialbi. La collezione, la datazione delle cui opere comprende un periodo che va dall’epoca antica fino all’età medioevale, è ospitata nel Castello Normanno-Svevo fatto costruire da Ruggero in Normanno. Dopo il pranzo ci dirigeremo verso l’entroterra vibonese e, a Zungri, visiteremo l’Insediamento Rupestre degli Sbariati. Il villaggio rupestre, datato tra il XII e il XIV secolo d.C., è costituito da numerose case-grotta scavate nella roccia. Ci avventureremo in un viaggio fuori dal tempo e vivremo un’esperienza stimolante, in una cornice naturalistica struggente, dove l’uomo a fatica si è fatto spazio fra la roccia e la vegetazione. Al termine, trasferimento in aeroporto a Lamezia Terme.

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

    L’itinerario prevede spostamenti a piedi e passeggiate che non richiedono particolare allenamento, ma occorre tener presente la particolare morfologia del territorio.   Suggeriamo di scegliere un volo che permetta di arrivare a Lamezia Terme entro le ore 10.00. Al rientro a Lamezia Terme, il 10° giorno è preferibile prenotare un volo che parta dopo le ore 18.00 L’ordine delle visite potrà essere modificato.  - CONTINUA -

    NATIONAL GEOGRAPHIC DIFFERENCE

    • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
    •  Visita a Rossano, la Ravenna del Sud
    • Visita dell'insediamento Rupestre degli Sbariati

    ESPERTI

      

    FABRIZIO CRUSCO

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