GRAND TOUR, PARTE II: DA MILANO A ROMA - Kel 12 National Geographic Expeditions
  • GRAND TOUR, PARTE II: DA MILANO A ROMA

    ITALIA

  • GRAND TOUR, PARTE II: DA MILANO A ROMA

    ITALIA

    icona orologio 13 GIORNI
    minimo 10 massimo 16 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2021

    • Dal   31  agosto    al   12  settembre  
    Sistemazioni
    Land Expedition with expert

    Come in un volo a bassa quota su un aliante silenzioso che sorvola l’Italia, ecco alcune tappe della seconda parte del Grand Tour. Milano è il punto di partenza. La sua urbanistica così varia e stratificata per stili e periodi storici, ma sempre ben amalgamata, è una sorpresa. Percorrere la “via” del Liberty è il modo migliore per capirne l’essenza di corrente di innovazione architettonica e stilistica legata ai profondi cambiamenti sociali - continua -

    A PARTIRE DA: 3.400 €


    ITINERARIO

    Ritrovo nel tardo pomeriggio a Milano, incontro con il Tour Leader e briefing del viaggio. Cena libera e pernottamento in hotel.

     

    NB: per chi è di Milano, il pernottamento delle prime due notti può essere scorporato.

    Inizia la prima giornata di visite della seconda parte del Grand Tour. Siamo a Milano. La città che non si ferma, la città della moda, dei grattacieli, della Borsa, della Madunina, del panettone. Una città viva che dall’expo in poi ha trainato il Paese verso orizzonti sempre più internazionali e all’avanguardia. Una città che nell’ultimo anno e mezzo ha anche sofferto tanto: si è svuotata e si è fermata. Milano saprà senz’altro rialzarsi, forse lo sta già facendo, perché la sua Storia dimostra questo. A cominciare dalla stratificazione architettonica della città, dai resti romani agli sfavillanti grattacieli di City Life, passando per il Rinascimento, il Gotico, il Liberty e il razionalismo novecentesco, Milano è sempre stata al passo coi tempi e per questo ha mille facce. Probabilmente, almeno per i canoni a cui siamo abituati in Italia, questa sua minor compattezza porta anche difficilmente a definirla come città “bella”. Ma è proprio questo suo aspetto polimorfico che la rende speciale, unica in Italia proprio perché città poco italiana. Milano va vissuta, scoperta nei suoi angoli più nascosti, trascurati, all’ombra dei grandi negozi luminosi. Una cosa che capita sempre più di sentire, passeggiando al di fuori di via Torino o Via Dante, è “qui non sembra di essere a Milano”.

    Abbiamo quindi dedicato tutta la giornata alla scoperta della città, la mattina seguendo un filo conduttore preciso, quello del Liberty, e il pomeriggio in libertà, sempre con il nostro esperto a disposizione.

    ?      LA PAROLA ALL’ESPERTO MARCO RESTELLI

    Milano è una città segreta perché non si offre al visitatore al primo sguardo: vuole essere capita, deve essere scoperta. Racchiude tesori d’arte e storie affascinanti non solo nei propri straordinari musei (molti dei quali quasi sconosciuti ai turisti) ma anche nei cortili, nei portoni delle case, in angoli di fronte ai quali si passa di fretta senza notare le cose, senza sapere quali sorprendenti storie nascondono. Noi faremo una tranquilla passeggiata di due ore nel centro cittadino, tralasciando le cose ovvie ma incontrando l’arte Liberty e il giardino dei fenicotteri rosa, la Ca’ de l’Uregia e l’Omm de Preja, Cristoforo Colombo e un ossario pieno di misteri, una piazza di Destra (San Sepolcro) e una piazza di Sinistra (Santo Stefano), ma anche le importanti testimonianze medioevali di Piazza Mercanti e di una chiesa minuscola: San Babila. E molto altro….

    Pranzo libero e, nel pomeriggio, continuazione delle visite sia individualmente, che al seguito del nostro esperto che resta a disposizione.

    Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.

     

    NB: per chi è di Milano, è possibile scorporare il costo del pernottamento.

     

    Prima colazione e partenza per l’Emilia-Romagna. Il cuore forse più godereccio della Pianura Padana, dove la cultura culinaria trova il suo connubio con i numerosi borghi e castelli disseminati tra Parma e Piacenza. Una zona molto frequentata soprattutto da un turismo di prossimità, ma spesso poco conosciuta agli italiani di regioni più lontane. E, proprio per questo, la giornata di oggi è interamente dedicata all’Emilia occidentale.

    La nostra prima tappa è Fontanellato, cittadina che ruota attorno al suo castello: maniero austero esternamente, quanto straordinario all'interno. Le sue stanze che avremo modo di visitare nascondono una perla della pittura rinascimentale... gli affreschi del Parmigianino, misteriosi e dai molteplici significati.

    Poco distante ecco il Labirinto della Masone, il testamento monumentale del grande Franco Maria Ricci. Grafico, designer, editore: il suo ecclettismo trova una grande testimonianza nella galleria che si trova al centro del più grande labirinto di bamboo al mondo. Le piante sono infatti più di 200.000 appartenenti ad una ventina di specie diverse, alte tra i 30 centimetri e i 15 metri. Il percorso è lungo oltre 3 chilometri e il percorso per raggiungere la galleria non è solamente fisico ma, seguendo l’intento del labirinto, anche interiore. Pranzo libero.

    Nel pomeriggio ci rechiamo a Castell'Arquato, un imperdibile borgo medievale alle propaggini più settentrionale degli Appennini. La Collegiata, la Rocca, il Palazzo del Podestà, gli apparati difensivi tuttora esistenti, e il Palazzo del Duca, concorrono a farci assaporare appieno il fascino di un'epoca a torto definita "oscura", che invece ci ha donato un mondo di cultura e conoscenze di cui cogliamo i frutti ancora oggi.

     

    ?      LA PAROLA ALLESPERTO PAOLO GHIRELLI

    L'Emilia è composta da terre che sono comunque eloquenti, che siano in collina o in pianura, basta saperle ascoltare, come faremo noi.  È al Medioevo che si devono le prime immagini del suo modo d'essere nella storia: vedremo due fortificazioni che dominano il paesaggio come la Rocca di Castell'Arquato e il castello di Tabiano – dove dormiremo – e una nella “Bassa” tra la Via Emilia e il Po, a Fontanellato. In quest'ultimo luogo è l'acqua a farsi muraglia, e a fare di un castello ancor oggi un'isola, e il cuore liquido di un antico reticolo urbano.  Se vi chiedete come mai Emilia è sinonimo di mangiar bene, bere bene, e vivere meglio, la risposta più facilmente la troverete nella storia.  Sì, tutte le cose hanno una storia, e il peso di generazioni di esistenze, e di esperienze accumulate.  Qui, la vita – un po' più calma – non è che l'ultimo pezzetto di una storia lunghissima, solo che la stiamo vivendo oggi, adesso: facciamola bene, ma gustiamola senza fretta, ascoltiamo quello che ci racconta. In fondo, non si può mettere fretta alla maturazione del culatello...

     

    Proseguimento per Tabiano e sistemazione presso l’omonimo Castello. Un luogo speciale per vivere fino in fondo l’atmosfera della giornata. Cena in castello e pernottamento.

    Prima colazione presso il Castello di Tabiano e partenza di prima mattina per la Liguria. Arriviamo a Lerici per un’intensa ed emozionante giornata in barca a vela nel Golfo dei Poeti.

     

    ?     GRAND TOUR EXPERIENCE: MONITORAGGIO DELLA BIODIVERSITA’ MARINA IN COMPAGNIA DI UN BIOLOGO DELL’UNIVERSITA’ DI BOLOGNA, VELEGGIANDO NEL GOLFO DEI POETI

     

    Ad accogliervi il Comandante di Dream 1 e il biologo marino: dopo una breve introduzione sulla sicurezza a bordo e alle attività del progetto “Sentinella del mare” che si svolgeranno insieme al biologo dell’Università “Alma Mater Studiorum” di Bologna - nota come la più antica del mondo – inizieremo la nostra escursione.

     

    Le tappe e il tipo di navigazione verranno stabilite in funzione del meteo e del mare, ma soprattutto saranno privilegiate le zone ritenute in quel momento più ricche da un punto di vista di fauna marina o più protette per una tranquilla navigazione.

    L’obiettivo infatti è vivere al meglio la giornata, con il giusto mix tra sole, relax e navigazione, dove i veri protagonisti restano i momenti dedicati allo snorkeling, quando il biologo marino ci guiderà insegnandoci a riconoscere le diverse specie che abitano queste acque, indicandone la posizione e segnalando la presenza di plastiche in mare.

     

    In questo suggestivo contesto scopriremo la costa del Golfo dei Poeti, tra Lerici, le isolette di Palmaria, Tino, Tinetto e le Cinque Terre, Patrimonio UNESCO dal 1997.

    Un Golfo noto in tutto il mondo per i tipici e antichi borghi contadini o di pescatori, arroccati sulle colline o affacciati direttamente sul mare, le piccole e uniche isole, i sentieri, le passeggiate, i vigneti terrazzati abbarbicati sui pendii: è proprio dal mare che si possono godere al meglio, osservandoli da una diversa e affascinante prospettiva. Quasi una cartolina, dove il lavoro dell’uomo nel corso dei secoli si integra con la costa selvaggia e il mare cristallino che, con il suo Parco Nazionale, ospita una prestigiosa Riserva Marina Protetta.

     

    Al termine della giornata vivremo anche momenti preziosi per fare il punto dell’esperienza fatta e completare insieme la compilazione delle schede di osservazione per raccogliete i dati che verranno elaborati dell’Università di Bologna e contribuiranno a creare una mappatura puntuale dello stato di salute del Mediterraneo.

     

    NB: a seconda del numero di partecipanti saranno effettuati uno o due turni a bordo del Dream 1 con, in quest’ultimo caso, escursione di metà giornata. Nel mentre un gruppo è a bordo, il secondo in compagnia del tour leader visiterà Lerici con possibilità di tempo libero a disposizione.

     

    Al termine della giornata, ci trasferiamo in Toscana, precisamente presso Villa La Bianca, a Camaiore. La villa, è un elegante ed esclusivo Relais di proprietà di Kel 12, ubicato in quella che fu la residenza di un grande scrittore e critico letterario italiano: Cesare Garboli. Un luogo ideale per chi desidera un soggiorno di charme e relax all’insegna della riservatezza e del buon vivere e un luogo anche che rispecchia la filosofia Kel 12, coniugando la tradizione di un piccolo borgo italiano con la natura e la qualità dei servizi. Cena e pernottamento a Villa La Bianca.

     

    Prima colazione a Villa La Bianca. Ci verranno a prendere dei mezzi 4x4 con i quali ci sposteremo per visitare le famose cave di marmo di Carrara.

     

    ?     GRAND TOUR EXPERIENCE: TOUR ESCLUSIVO IN 4X4 NEI BACINI MARMIFERI DI CARRARA

     

    Cercheremo di muoverci tra i tre più importanti bacini marmiferi: Torano, Miseglia/Fantiscritti e Colonnata. Qui, dove il marmo è vita, iniziano storie infinite di scalpellini e artisti, signori medioevali e anarchici irriducibili, di sangue, polvere e capolavori.

    Proveremo a ricostruire l'attività di estrazione, il carico e scarico dai camion ed osserveremo le varie gru e mezzi meccanici che operano nelle cave. Ci sposteremo all'altro bacino marmifero di Colonnata, un piccolo paese incastonato tra le vette delle Alpi Apuane, che sembra aver preso il suo nome proprio perché il marmo qui estratto veniva utilizzato per costruire le colonne dei templi romani.

    Di non secondaria importanza qui è la tradizione culinaria del lardo, che è legato in modo molto forte al marmo perché era ed è tutt'oggi il cibo dei cavatori, miracolosa trasformazione della pietra informe in manufatti pieni di vita.

    Ed è per questo che, al termine delle attività, ci concederemo un piccolo assaggio a base di lardo.

     

    Nel pomeriggio, visita della città di Carrara (tour degli esterni), capitale mondiale del marmo: botteghe artigiane del ‘300, il Duomo ed il Castello Malaspina, i palazzi barocchi e case e fontane cittadine, tutto esclusivamente edificato con il marmo.

    Rientro a Villa la Bianca, cena e pernottamento.

     

    Dopo la prima colazione partiamo alla volta di Lucca, dove abbiamo pensato ad una via un po’ diversa e originale per visitarla.

    ?     GRAND TOUR EXPERIENCE: LUCCA IN MUSICA, DA PUCCINI AI ROLLING STONES

    Un percorso nato per scoprire la città attraverso il suo legame con la musica. Un ricco patrimonio storico-musicale cresciuto sempre di più nel corso degli anni grazie agli eccellenti artisti che da questa città sono gravitati. La creatività e l’influenza musicale lucchese si è distinta non solo in Italia ma anche in campo internazionale.

    Tra i maggiori artisti che hanno frequentato la città troviamo: Geminiani, Catalani, Boccherini, Paganini, Manfredi, Puccini sino ad arrivare ai più contemporanei Chet Baker e, addirittura, i fantastici The Rolling Stones.

    Apprenderemo la storia e le bellezze artistiche di Lucca attraverso la melodia di coloro che qui hanno esercitato la loro arte, conoscendo alcuni aneddoti sulla loro vita personale e sugli affascinanti luoghi che li videro protagonisti, arricchendo l’esperienza con l’ascolto di “pillole” di musica tratte dalle loro composizioni più celebri e significative.

    Una tappa d’obbligo sarà sicuramente quella dell’artista che maggiormente colleghiamo alla città: Casa Puccini, dove l’omonimo compositore nacque. Tra queste mura, egli crebbe insieme alla sua famiglia e iniziò a comporre le sue prime opere e lavori. Oggi la casa museo custodisce alcuni interessanti cimeli a lui appartenuti: spartiti, documenti e anche il pianoforte con cui diede vita al celebre Turandot. Un ambiente suggestivo per tutti gli amanti della musica e della cultura.

    La casa natale non è l’unico luogo da cui si percepisce la presenza del grande compositore, infatti tutta la città in qualche modo parla di lui come di tutti gli altri grandi della musica. Noi ne ripercorreremo le tracce per carpirne le personalità, le passioni e il loro genio.

    Ma qual è il motivo che porta Lucca ad avere una tradizione musicale così ampia? Probabilmente dal fatto che fino al 1847 fu la capitale di uno Stato indipendente che diede molta rilevanza a questa arte, considerandola fondamentale durante eventi politici, sociali e religiosi e incentivandone la formazione e l’istruzione. Legame che si è protratto fino ad oggi e che attraverso questo itinerario cercheremo di rivivere. Una giornata scandita da note e cultura che ci lascerà con un ricordo di Lucca “fuori dal rigo”.

     

    Naturalmente questo percorso sarà anche l’occasione per visitare la città, dalla piazza dell’Anfiteatro alla Cattedrale di San Martino.

    Pranzo libero in corso durante le visite. Nel pomeriggio, partenza per Volterra, l’antico cuore etrusco della Toscana.

    Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

     

    Prima colazione e inizio delle visite di Volterra, capitale Etrusca appollaiata su una falesia d’argilla che sembra ancora immersa nel suo importante passato.

    La città, celebre per l'estrazione e la lavorazione dell'alabastro, fu una delle principali città-stato della Toscana antica (Etruria) e sede, nel medioevo, di un'importante signoria vescovile avente giurisdizione su un'ampia parte delle Colline toscane. Oggi conserva un notevole centro storico di origine etrusca (di quest'epoca rimangono la Porta all'Arco, magnificamente conservata; la Porta Diana, che conserva i blocchi degli stipiti; gran parte della cinta muraria, costruita con ciclopici blocchi di pietra locale; l'Acropoli, dove sono presenti le fondamenta di due templi, vari edifici ed alcune cisterne; numerosissimi ipogei utilizzati per la sepoltura dei defunti).

    Visita al Museo Guarnacci (Museo Etrusco), fondato nel 1761 e considerato uno dei più antichi musei pubblici in Europa, con una collezione dal fascino immutato, dove scopriremo tutte le opere che hanno accompagnato la lunga storia di Velathri (nome etrusco per Volterra). A seguire visiteremo anche l’Ecomuseo dell’Alabastro. Il museo si snoda in un suggestivo allestimento all'interno della medievale Torre Minucci, adiacente alla Pinacoteca Comunale. Il percorso descrive, attraverso un'accurata selezione di testimonianze, la storia della lavorazione dell'alabastro dagli etruschi ai nostri giorni attraverso un originale viaggio tra gli aspetti tecnici e materiali (il reperimento della pietra e le tecniche di lavorazione), i caratteri stilistici (le forme decorative e i modelli di riferimento), i risvolti economici e sociali (il mercato dell'alabastro e la sua diffusione, la vita dell'alabastraio e l'attività di bottega). Dopo il pranzo libero, visiteremo anche la pinacoteca.

    Nel pomeriggio ci spostiamo per una visita nella poco distante San Giminiano, uno dei borghi medioevali meglio conservati e dichiarato patrimonio Unesco. San Gimignano è conosciuta soprattutto per le torri medievali che ancora svettano sul suo panorama (ne sono rimaste quattordici). Passeggiata in compagnia della guida e tempo libero a disposizione.

     

    ?      LA PAROLA ALL’ESPERTO PAOLO BROVELLI

     

     

    Rientro in hotel, cena e pernottamento.

    Dopo la prima colazione ci spostiamo verso la Val d’Orcia e la zona del Monte Amiata. A livello paesaggistico, attraverseremo alcuni tra i più celebri e riconosciuti paesaggi “tipicamente italiani”, che trasmettono l’idea stessa di Italia e del “bello” nel Mondo. Ma anche qui, tra le colline di cipressi più famose al mondo, si nascondono autentiche “chicche”, la cui conoscenza arricchisce di non poco la conoscenza di un luogo. La prima tappa, infatti, sarà dedicata al parco artistico di Daniel Spoerri. Località, “Paradiso.”

     

    ?     GRAND TOUR EXPERIENCE: VISITA AL GIARDINO ARTISTICO DI DANIEL SPOERRI

     

    Il parco è stato ideato dall'artista Daniel Spoerri, il quale dopo aver vissuto a New York, a Simi, a Düsseldorf, Parigi ed in altre parti del mondo, arrivò negli anni novanta a Seggiano, dando vita presso la sua abitazione-laboratorio in località “Paradiso”, al progetto di un parco-museo di sculture e installazioni.

    La fondazione "Il Giardino di Daniel Spoerri - Hic Terminus Haeret", riconosciuta dal ministero della cultura, è stata istituita nel 1997 congiuntamente all'inaugurazione del parco, che oltre ad opere dell'artista svizzero, accoglie ed espone installazioni di più di quaranta artisti diversi.

    Non è facile definire Daniel Spoerri in poche parole, certamente rappresenta uno dei maggiori maestri nell’arte contemporanea nel ready made, nell’utilizzo di oggetti di riuso, oggetti di scarto della società industriale ai quali dona una nuova vita, e spesso anche nuovi valori comunicativi. Lo dimostrano i suoi celebri “quadri trappola”; ma Spoerri si è dedicato a moltissime altre esperienze artistiche. È l’inventore della ‘eat art’ – arte commestibile, che ha promosso nella sua galleria eat art a Dusseldorf nello stesso stabile dove aveva aperto un ristorante nel quale sono nati tanti tableaux pieges (quadri trappola). Dunque Spoerri è una inesauribile fonte di iniziative attorno all’opera d’arte ready made in molteplici accezioni. L’opera sua più impegnativa, totale e immersiva resta tuttavia il parco di sculture del Giardino.

    Qui si intrecciano molti aspetti autobiografici di Spoerri: attraversare il Giardino per i suoi sentieri offre tanti messaggi e impressioni: la scoperta, il senso del labirinto, della sorpresa, dell’aspettazione, della incertezza, sono tutti momenti che si alternano e susseguono durante la visita alla scoperta delle opere di Spoerri stesso e di quelle che come un regista di una mise en scene ha disseminato per i declivi del Monte Amiata da questo lato assolato e dolcemente ondulato.

    Tutto il percorso è pervaso da un senso di magia e dalla contraddizione disorientante fra l’equilibrio precario che spesso suggeriscono gli interventi artistici e d’altra parte la loro consistenza materica, per la maggior parte realizzati in bronzo, resistenti dunque al movimento ciclico e costante della natura che li ospita e rappresenta un contenitore museale vivente.

     

    Dopo la visita, pranzo libero e proseguiamo verso l’Abbazia di Sant’Antimo.

    Si tratta di un complesso monastico nei pressi di Castelnuovo dell’Abate – ci troviamo a pochi chilometri da Montalcino – che rappresenta una delle architetture più importanti del romanico toscano. Secondo la leggenda, la prima cappella, l’attuale sacrestia, fu fondata dall’imperatore Carlo Magno. L’intero complesso fu invece edificato nel XII secolo, l’armonia dell’architettura e la raffinatezza degli elementi decorativi sono espressione della ‘Vera Bellezza’: Cristo. L’arte diviene inno al Signore. Le mura di Sant’Antimo non sono solo un meraviglioso monumento, ma divengono custodi e testimoni della spiritualità monastica benedettina.

    Nel pomeriggio ci trasferiamo a Piancastagnaio, piccolo borgo all’ombra del Monte Amiata e circondato da boschi di castagni. Sistemazione presso la Dimora Storica Convento di San Bartolomeo. Alloggiamo in un luogo molto suggestivo, carico di storia e di storie, le cui porte per settecento anni non sono state aperte al pubblico.

    Sistemazione nelle camere e poi visiteremo il Convento accompagnati dalla proprietaria, concludendo la visita e la serata con una degustazione speciale nella cantina sotterranea.

     

    ?     GRAND TOUR EXPERIENCE: VISITA, DEGUSTAZIONE E PERNOTTAMENTO PRESSO IL CONVENTO DI SAN BARTOLOMEO

     

    Il complesso, formato da tre edifici collegati ad “U” con al centro il chiostro, fu voluto dal vescovo di Sovana nel 1278 e fu sotto la giurisdizione dei frati francescani fino alla soppressione napoleonica. Caduto Napoleone, ritornò al clero solo la Chiesa; il resto del complesso andò a privati che a loro volta lo vendettero nel 1816 alla famiglia pianese Ricci Barbini, i cui discendenti ne sono ancora proprietari e ci accompagnano nella visita.

    L’opera forse più bella del patrimonio del convento è però l’affresco, databile alla metà del XV secolo di San Bernardino circondato dai quattro riquadri con episodi della sua vita: la presentazione all’ordine, due miracoli e la sua morte. Il volto del santo è purtroppo deturpato da un rosone come il Sant’Antonio nella parte opposta.

    A seguire visitiamo la cantina sotterranea, a cui si accede con 33 scalini in pietra, dove è presente anche una sorgente sotterranea. A seconda del numero di partecipanti, qui o nella grande sala affrescata del Refettorio ci sarà una degustazione di vini della Val D’Orcia accompagnati sa formaggi e salumi locali.

     

    Al termine dell’esperienza, pernottamento nelle camere del convento.

     

    Prima colazione in Convento e giornata dedicata al “viaggio lento”, al contatto con la natura e all’attività sportiva: partiamo lungo la via Francigena.

    Raggiungiamo con il pulmino la Rocca di Radicofani, a circa mezz’ora di distanza. In cima a una rupe, collegata al paese da una strada panoramica, è una fortezza che presidia la via Francigena da oltre mille anni, conquistata da Ghino di Tacco, il brigante gentiluomo, stile Robin Hood, citato nella Commedia di Dante. Storia e leggenda si respirano ancora nelle vie del borgo, da esplorare fermandosi a visitare la Chiesa di San Pietro, con tratti romanici come la copertura a capriate lignee, il Palazzo Pretorio, oggi sede del comune e la Villa Medicea, dei quali visiteremo l’esterno. Chiamata “La Posta”, La Villa fu costruita da Bernardo Buontalenti alla fine del Cinquecento su incarico dei Medici, dove nei secoli soggiornarono Papi, politici come l'imperatore Giuseppe II d'Austria, ma anche Casanova, Il marchese De Sade, Stendhal, Charles Dickens.

    Da Radicofani partiremo a piedi in direzioni di Acquapendente.

     

    ?     GRAND TOUR EXPERIENCE: LA VIA FRANCIGENA DA RADICOFANI AD ACQUAPENDENTE

     

    Percorriamo a piedi un tratto della tappa Radicofani-Acquapendente, tra colline a perdita d’occhio e piccoli borghi fortificati. 

    Pranzo a picnic lungo la via.

     

     

     

     

    All’arrivo ad Acquapendente, visitiamo la basilica del Santo Sepolcro. La cripta, di stile romanico, è un gioiello dell’arte medievale con volta a crociera e colonne decorate, famosa per nascondere al suo interno il Tempietto del Santo Sepolcro. Ovvero, una riproduzione del Santo Sepolcro di Gerusalemme che, secondo la tradizione, custodisce delle pietre bagnate dal sangue di Cristo durante la Passione, portate ad Acquapendente da cavalieri cristiani della prima Crociata.

    Rientro al Convento di San Bartolomeo e tempo a disposizione per un po’ di relax. Cena libera e pernottamento.

    Prima colazione e prima parte della giornata ancora dedicata alla Via Francigena.

     

    ?     GRAND TOUR ESPERIENCE: LA VIA FRANCIGENA DA ACQUAPENDENTE A SAN LORENZO NOVO

    Torniamo ad Acquapendente, dove avevamo terminato il trekking il giorno prima, e ci dirigiamo verso sud, fino a raggiungere – in circa tre ore - San Lorenzo Nuovo, un piccolo paese d'impronta neoclassica che sorge sulle pendici della caldera del Lago di Bolsena. Questa posizione venne scelta nella metà del '700 a quella del vecchio paese, situata nella vallata sottostante, a ridosso del lago, dove l'aria era malsana la valle era soggetta a periodiche inondazioni. Fautore della fondazione del nuovo paese fu il Pontefice Clemente XIV, che incaricò del progetto l'architetto Francesco Navone, il quale con una visione moderna ed innovatrice, sviluppò la pianta del nuovo paese, sul modello della Piazza Amalienberg di Copenaghen, a forma ottagonale.

     

    Siamo a pochi chilometri dal cuore verde d’Italia, l’Umbria e, nel primo pomeriggio, siamo ad Orvieto. La città, adagiata sul tufo, è illuminata dalla basilica di Santa Maria Assunta, uno dei capolavori del gotico dell’Italia Centrale, dove abbiamo previsto l’ingresso. Continuazione delle visite fino ad un’altra bellezza nascosta. "Quod natura munimento inviderat industria adiecit”, ovvero: ciò che non aveva dato la natura, procurò l'industria. Questa è la scritta che celebra l’ingegno umano che capeggia all’entrata del Pozzo di San Patrizio, posto ai limiti della città alta. Profondo 54 metri e con un diametro di 13 metri, si inabissa monumentale nella roccia di tufo fin oa raggiungere la sorgente. È stato progettato da Antonio da Sangallo il Giovane, tra il 1527 e il 1537, per volere del papa Clemente VII che, reduce dal sacco di Roma, era desideroso di tutelarsi in caso di assedio della città in cui si era ritirato.

    Arrivo in serata a Spoleto. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

    Prima colazione in hotel e, dopo un breve giro del centro città, partenza per Castelluccio di Norcia.

     

    Ed eccoci arrivati in una cittadina che sarà una felice sorpresa: Ascoli Piceno.  Un luogo ancora poco noto al turismo di massa, che frequenta le Marche esclusivamente per le spiagge dell’Adriatico senza spingersi all’interno della Regione.  Ascoli ha tutte le caratteristiche per piacere: è un’affascinante città d’arte circondata da un anello di verdi colline e bagnata da due fiumi, il Tronto e il Castellano; è caratterizzata da un sontuoso centro storico medioevale e rinascimentale edificato in travertino; ha un’alta qualità della vita (al quinto posto fra le città italiane, secondo una ricerca dell’Università di Roma La Sapienza); ha una celebre tradizione gastronomica (chi non conosce le famose Olive Ascolane DOP?) e per finire, ha il mare a 15 minuti di distanza e il Parco Nazionale dei Monti Sibillini a mezz’ora.

    Sistemazione in hotel, cena libera e pernottamento. Possibilità di tour serale in compagnia del tour leader.

     

     

     

    Dopo la colazione, iniziamo le visite della città.

     

    ?      LA PAROLA ALL’ESPERTO MARCO RESTELLI:

    Asculon per i Greci, Asculum Picenum per i Romani, il centro era collegato a Roma dall’antica Via Salaria, lungo la quale i Romani costruirono, nel primo secolo a.C., un ardito ponte che superasse il fiume Castellano. Oggi è noto come Ponte di Cecco, perché una leggenda vuole che fosse stato costruito in una sola notte da Cecco d’Ascoli, poeta, filosofo, medico e astronomo medioevale, poi condannato al rogo come eretico dalla Santa Inquisizione. A Cecco d’Ascoli, uomo di scienza, è dedicata una statua in città, però lui in realtà non c’entra nulla con il ponte, che nel XIV secolo fu restaurato da un suo omonimo, mastro Cecco Aprutino, da cui il nomignolo di Ponte di Cecco. Ascoli Piceno è ricchissima di storie come questa, spesso sconfinanti nella leggenda. Storia o leggenda che sia, secondo una tradizione la città sarebbe stata fondata 1600 anni prima di Roma da un gruppo di Sabini che, fondendosi con la gente locale, diede vita appunto al popolo dei Piceni.

     

    II nostro Tour in terra picena inizia ovviamente da quella che è una delle piazze più belle d’Italia, classificata da TripAdvisor fra le 20 piazze più belle del mondo: Piazza del Popolo, salotto centrale della città, sede dello “struscio” domenicale, dove la pavimentazione di travertino riflette l’eleganza del Palazzo dei Capitani del Popolo, l’imponente Chiesa di San Francesco, le antiche residenze merlate tuttora abitate e lo storico Caffè Meletti, dove gli ascolani nel weekend si concedono un pasticcino e un bicchiere di anisetta, commentando i fatti cittadini in dialetto (gli ascolani sono molto affezionati al proprio dialetto).

    Percorriamo a piedi i Sestieri e le Rue d’impronta medioevale, per apprezzare sia l’atmosfera tranquilla sia i gioielli d’arte della città, come Piazza Arringo, con il suo Battistero di San Giovanni, la Cattedrale di Sant’Emidio che contiene in una cripta dell’undicesimo secolo le spoglie del Santo Patrono della città (tanto venerate che ancora oggi Emidio è un nome diffuso fra gli ascolani) e il Palazzo dell’Arengo con la Pinacoteca Civica. In Piazza Arringo si trova anche uno dei più celebri chioschi di Street-Food d’Italia, dove si possono provare le “vere” Olive Fritte DOP ancora farcite a mano (ben diverse da quelle che si comprano nei supermercati!) e il Fritto Ascolano fatto secondo tradizione: olive, costolette di agnello, carciofi, zucchine e cremini fritti. Il tutto accompagnato da un bicchiere di Falerio dei Colli Ascolani. Pranzo libero e continuazione delle visite.

    Di luoghi iconici Ascoli è ricca. Come Piazza Ventidio Basso, un tempo ingresso in città per chi arrivava attraverso il Ponte Romano di Porta Solestà (fra i pochi ponti romani visitabili all’interno) e dove spicca la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, con la sua peculiare facciata suddivisa in 64 riquadri. Piazza Ventidio Basso, inoltre, è il tradizionale punto di partenza del corteo estivo della Quintana, con molte centinaia di ascolani che sfilano in abiti medioevali in rappresentanza dei sei Sestieri, le gare fra Sbandieratori e infine la giostra dei cavalieri armati di lancia contro il Moro.

    In Ascoli, una cittadina dove le tradizioni sono così vive, non poteva mancare una “passeggiata degli innamorati”: è la Rua delle Stelle, un sentiero nel verde che si snoda lungo il fiume Tronto costeggiando il quartiere medioevale di Porta Romana fino ad arrivare a Santa Maria delle Stelle (da cui il nome), una ex chiesa oggi studio privato. Gli ascolani “doc” però gli hanno dato un nome in dialetto: “’Rrete a li Mierghie”, cioè Dietro ai Merli, perché lungo il percorso vi sono mura merlate. Siamo ormai in campagna, e questo è anche il senso del nostro Tour: andare oltre ciò che è noto alla ricerca di piacevoli sorprese.

    Cena libera e pernottamento.

     

    Prima colazione in hotel e ultima, intensa ed emozionante giornata di questa terza parte del Grand Tour. Diretti a Roma, ci inoltriamo attraverso una delle regioni più sorprendenti e meno conosciute d’Italia, l’Abruzzo. Miriamo al cuore dell’Appennino, l’area forse più selvaggia e ricca di specie animali, tra cui l’orso marsicano e il camoscio: il Parco Nazionale della Majella. Istituito nel 1991, oggi appartiene alla rete dei geo-parchi dell’Unesco. Il massiccio, che si affaccia sul mare, è compatto e imponente, di composizione calcarea-dolomitica.

    Noi ci dirigiamo sul lato occidentale della Majella, località Majelletta, per vivere un’esperienza intima e profonda tra natura, storia e tradizioni del mondo agro-pastorale.

     

    ?     GRAND TOUR EXPERIENCE: TREKKING LUNGO LE VIE DELLA TRANSUMANZA, TRA CANTORI E PASTORI

     

    Dislivello: 100 m

    Distanza: 3 km

    Difficoltà: Escursione facile, percorso su terreno pianeggiante o leggermente collinare lungo sentieri ben tenuti e segnati.

     

    La transumanza (la cui etimologia significa “camminare sul suolo”), è una delle più importanti tradizioni culturali della nostra penisola – e non solo. Consiste nella migrazione stazionale dei greggi e dei pastori, dai pascoli montani alle pianure erbose (d’inverno) e viceversa. Oggi fortemente limitata dagli allevamenti intensivi, si continua comunque a praticare in alcune aree, dalla Sardegna alla Valle d’Aosta, dalla Carnia a qui in Abruzzo. Ma, soprattutto, resta viva la valenza sociale che comporta, tanto da diventare bene immateriale dell’umanità Unesco.

     

    «Settembre, andiamo. È tempo di migrare.

    Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori

    lascian gli stazzi e vanno verso il mare:

    scendono all'Adriatico selvaggio

    che verde è come i pascoli dei monti.»

     

    (Gabriele D'Annunzio, I pastori)

     

    Abbiamo scelto di coinvolgere nella nostra passeggiata sulla Majella un’associazione culturale che coniuga arte e territorio di nome Cuntaterra. Una compagnia di teatro d’Arte Popolare, che amano raccontare e far riviere storie che nascono dalla loro e dalla nostra terra per incontrare il mondo. Storie in cui le persone possano riconoscersi, storie per riflettere ed emozionarsi, riscoprire le proprie identità culturali, memorie affettive e sociali, condividendo esperienze, sentimenti, saperi e sogni. Storie che possano prendersi cura delle persone, dei luoghi e dei territori. Storie che facciano stare bene.

    Ed è con questo spirito che da metà mattina al pomeriggio inoltrato saremo in cammino nei verdi pascoli della “Montagna Madre”, tra panorami unici e il blu del mare all’orizzonte. Passo dopo passo ascolteremo storie in rima e in prosa dei pastori poeti, della loro vita sulle vie dei monti e della Transumanza, della loro felice e triste solitudine, rintracciandone le antiche incisioni sulle rocce e alternando ai racconti i suoni ancestrali di canti e strumenti pastorali come la zampogna e i flauti arcaici. Infine, immersi nel verde dei prati, e sempre in compagnia della musica popolare, degusteremo sapori tipici della cucina tradizionale abruzzese con un bucolico pranzo.

     

    Al termine dell’esperienza, ripartiremo alla volta di Roma, dove arriveremo nel tardo pomeriggio. È previsto larrivo alla stazione Termini, dove finisce la seconda parte del Grand Tour.

     

    Per chi dovesse proseguire con la terza parte, o per chi preferisse rientrare a casa lindomani, è possibile aggiungere il pernottamento in hotel con servizio di prima colazione.