HOKKAIDO, IL GRANDE NORD DEGLI AINU - Kel 12 National Geographic Expeditions
  • HOKKAIDO, IL GRANDE NORD DEGLI AINU

    GIAPPONE

  • HOKKAIDO, IL GRANDE NORD DEGLI AINU

    GIAPPONE

    icona orologio 15 GIORNI
    minimo 8 massimo 12 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2021

    • Dal   24  febbraio    al   10  marzo  
    Sistemazioni
    Active Expeditions - Spedizioni, Trekking

    Hokkaido, la terra degli aborigeni Ainu, la regione più sconosciuta del Giappone, il suo Grande Nord di neve immacolata. Per chi ama il Giappone, “La Via per il Mare Settentrionale” (questo significa Hokkaido) è una terra quasi leggendaria. Un viaggio in quest’isola – la più settentrionale e la seconda per grandezza del Giappone – è un’immersione nella Natura allo stato puro: immense foreste, animali liberi e senza paura - continua -

    A PARTIRE DA: 7.700 €


    ITINERARIO

    Partenza da Milano o Roma con voli di linea per Hong Kong, Pasti e pernottamento a bordo.

     

    Arrivo al mattino presto ad Hong Kong e volo in coincidenza per Sapporo. Nel pomeriggio arrivo all’aeroporto di New Chitose a Sapporo, nell’Hokkaido.

    Dopo il ritiro bagagli partenza con autobus di linea per Niseko. Arrivo e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

     

     

    Lo sci, in pista o fuoripista, come non avete mai provato. Dalla partenza a livello del mare, arriveremo ai 1.300 metri sul monte Niseko, che in realtà è un vulcano. La vetta è definita “paradiso della powder snow”, la neve polverosa e impalpabile così ricercata dagli amanti dello sci fuoripista.  Le numerose tracce lasciate dagli sciatori formano grandi cumuli sul pendio, ma niente paura: gli sci li attraversano come fosse panna montata. Nessuna fatica per le gambe, solo gioia pura nel penetrare nei mucchi di neve che vola tutto intorno come un borotalco di cristalli. Intorno, i boschi sono di betulle, come nella taiga siberiana, oppure di bambù che si piegano sotto la coltre bianca. Un’esperienza straordinaria, che i meno esperti potranno vivere anche sulle piste battute.

    Il segreto di questa neve unica al mondo è la posizione geografica dell’Hokkaido.

    I venti gelidi da nord-ovest provenienti dalla Siberia attraversano il Mar del Giappone, che è più caldo. Qui le masse umide gelano così velocemente da riempire di aria i cristalli di neve e li spingono sulla costa dell’Hokkaido, dove si scontrano con i rilievi montuosi dell’isola. Questo (che in meteorologia si chiama effetto Stau) spiega perché, grazie al freddo della Siberia, la neve di Niseko e Rusutsu è la più leggera powder snow al mondo: ha il 95% d’aria e solo il 5% di acqua. Inoltre cade con una frequenza di 20-30 centimetri ogni giorno, e dopo la nevicata torna immediatamente il sole.

    - Per chi scia. dopo aver affittato l’attrezzatura (non compresa nel prezzo generale) accompagnati da un maestro esperto della zona, avremo a disposizione quattro comprensori: Mount Niseko, Mount Hirafu, Annapuri Village e Hanazono, per un totale di 48 chilometri di piste e 18 differenti possibilità di discesa in fuoripista.

     

    - Per chi non scia. possibilità di effettuare giri su slitta trainata da renne o su motoslitta (non compresa nel costo generale). Oppure tempo libero per scoprire le quattro località sopra citate, con varie occasioni di shopping nel centro di Hirafu o di Niseko.

     

    Pranzo libero in rifugio sulle piste (si consiglia The Lookout Cafè o il King Bell Hut) oppure nei villaggi di Niseko e Hirafu.

    Cena in ristorante locale e pernottamento in Hotel.

     

    Trasferimento a Rusutsu con autobus di linea e deposito bagagli in Hotel. Poi iniziano programmi diversificati per sciatori e non.

    Per chi scia. Dopo aver affittato l’attrezzatura (non compresa nel prezzo generale), si parte per la giornata di sci nel comprensorio delle tre montagne gemelle di Mount Isola, Mount East, Mount West. Il panorama è meraviglioso, con vista sul più alto vulcano dell’Hokkaido, il monte Yotei, 1.898 metri d’altezza, che qui è considerato sacro come il  Fuji. Il vulcano si può ammirare dalle 37 piste (blu, rosse e nere) delle tre montagne gemelle di Rusutsu.

    Secondo la religione animista della popolazione autoctona Ainu, lo Yotei e il vicino monte Shiribetsu erano marito e moglie e i loro spiriti si incontravano sul Mount East, nel punto dove oggi arriva la cabinovia. Per questo, alla partenza della pista si trova un torii, il tradizionale portale d’accesso a un’area sacra a cui è appesa una campana da preghiera. E’ un luogo di grande suggestione dove sostare, prima di lanciarsi sci ai piedi nelle gole fra i monti, lungo pareti fitte di betulle bianche di ghiaccio e un sorprendente sottobosco di bambù.

     

    Per chi non scia. A Rusutsu si può scegliere fra una ciaspolata e una gita in motoslitta in luoghi davvero spettacolari (non comprese nel prezzo generale). A richiesta (meglio con prenotazione dall’Italia) è anche possibile organizzare una gita al lago Toya  (17 km, 30 min) che occupa la caldera perfettamente circolare di un antico vulcano. Dalle rive del lago si gode una vista magnifica sulle quattro isole Nakanoshima. 

    Un’altra possibilità: le sorgenti termali di Toyako, affacciate sul lago (Toyako-onsen), sono tra le più grandi e conosciute dell’Hokkaido. Dal cratere del monte Usu, di fronte alla terme, si levano ampie volute di fumo, mentre ci si rilassa nelle vasche calde.

    Pranzo libero sulle piste. (Si consiglia Cafeteria Isola 2000 con cucina giapponese calda e sushi freschissimo). Cena e pernottamento in Hotel.

     

    Il cuore selvaggio dell’isola di Hokkaido è fatto di ben 60 vulcani e di acque ribollenti che sgorgano dalle viscere della terra. In autobus privato si raggiunge Noboribetsu, la più nota località termale dell’Hokkaido e una delle più rinomate dell’intero Giappone. Noboribetsu è una tranquilla cittadina di case tradizionali di legno vicino alla costa sud-occidentale, all’interno del Parco Nazionale Shikotsu-Toya. Qui si viene in contatto con la spiritualità peculiare di quest’isola, in cui lo shintoismo si esprime nelle sue forme primordiali. Un altare sulla via principale, lo Yu Matsuri (Festival delle Sorgenti Termali), statue in legno degli Oni, i demoni protettori delle terme (11 in totale e ciascuno specializzato come portafortuna in amore, lavoro, studio, ecc.): tutto questo fa da preludio a un’escursione in un ambiente surreale, che sembra quello di un lontano pianeta.

    Il freddo intenso e l’estremamente caldo si alternano continuamente: Jigokudani, la Valle dell’Inferno ci attende. Risaliremo il fianco della montagna su un sentiero che si snoda in mezzo ai boschi, costeggiato da un torrente d’acqua a 40 gradi (l’Oyunuma River Natural Footbath) in cui consigliamo di fare estemporanei pediluvi. Seguiremo il percorso su passerelle di legno in un viaggio al centro della terra, inquietante e meraviglioso insieme, fra grandi laghi vulcanici ribollenti (come lo Hiyori, che raggiunge i 90 gradi di temperatura), geyser e rigagnoli gialli di zolfo fuso, chiazze rosse ferrose, incrostazioni bianche di calce o verdi di rame. Quello di Jigokudani è un paesaggio minaccioso e fantastico.

    Dopo l’escursione, tempo libero per uno spuntino e una passeggiata in città. Oppure per una gita fino a Sanlaiva, la stazione sciistica di Noboribetsu. Oppure per visitare il Parco degli orsi alla stazione d’arrivo della funivia del monte Shirorei: nel parco vivono 160 orsi bruni. O ancora per dedicarsi un po’ di tempo all’onsen, godendo delle proprietà benefiche delle undici fonti termali particolarmente ricche di zolfo, allume e radio, che sgorgano da Jigokudani.

    Pranzo libero. Cena e pernottamento in Hotel-Ryokan.

     

     

    Con un bus privato attraverseremo le grandi distese innevate dell’Hokkaido, costeggiando le spiagge coperte da neve che viene lambita dall’acqua dell’oceano Pacifico. Un viaggio che non mancherà di incantare con i paesaggi straordinari di quest’isola. Come è certamente unica l’atmosfera del luogo dove ci fermeremo per la sosta del pranzo, Tomamu Resort, dove si ammira la bellezza degli alberi ghiacciati dalla cima del monte Tomamu.

    Nel pomeriggio si arriverà a Kushiro, moderna città di pescatori sulla costa orientale che in questo periodo è adorna di statue di ghiaccio, anticipazione dello spettacolo che ci attenderà a Sapporo.  A metà pomeriggio è imperdibile il tramonto dal ponte Nusamai sul fiume Kushiro, che si getta nell’Oceano Pacifico.  A far da cornice a un tripudio dal giallo pallido all’arancione fino al rosso fuoco, le quattro statue che ornano il ponte, scolpite da artisti giapponesi: rappresentano le 4 stagioni.

    Dopo questo magnifico tramonto, scesi dal ponte, in pochi metri si raggiunge un moderno complesso multifunzionale che include un giardino botanico coperto chiamato EGG (uovo), per una boccata d’ossigeno nel verde in questo regno di ghiaccio. Da qui si accede al mercato Washo: più di 60 banchi che vendono pesce e frutti di mare vivi, granchi colossali come lo snow crab (il granchio delle nevi), polpi, gigantesche capesante, salmoni e alghe alimentari, in un’atmosfera di rilassata convivialità. Qui, infatti, gli avventori affollano i banchi non solo per acquistare, ma per mangiare riso e frutti di mare crudi.

     

    Pranzo libero al Tomamu Resort. Cena di gruppo a Kushiro in un robata, una tipica trattoria, dove tutto viene cotto al momento sulla griglia a legna. Normalmente ci si siede intorno al banco, mentre dall’altra parte, dalle mani del cuoco (o cuoca) escono raffinatezze come la testa di salmone in agrodolce o l’ostrica con tofu (formaggio di soia) e dashi (brodo di pesce), da gustare con accompagnamento di kukuzkasa, il sake invernale di Kushiro che si può bere freddo oppure caldo.

    Pernottamento in Hotel.

     

    La cittadina di Kushiro è l’avamposto del Kushiro Shitsugen National Park, una vasta area protetta di foreste e acquitrini che danno rifugio a un migliaio di tancho, le famose gru giapponesi che secondo la religione shintoista sono simbolo di fortuna, prosperità e lunga vita.

    In mattinata è prevista una gita in canoa decisamente fuori dall’ordinario, sul fiume Kushiro, fino al lago Toro. Nonostante la temperatura estrema, la leggera corrente impedisce alle acque del fiume di gelare nella parte centrale dell’alveo, mentre ai lati piccoli cumuli di neve cristallizzata brillano a pelo d’acqua: sono i “fiori di ghiaccio”. Sulle rive il silenzio è rotto soltanto dal tonfo di un tronco smosso da un cervo e attraverso l’intreccio dei rami non è raro scorgere l’Aquila di Mare di Steller, fra le più grandi e maestose del pianeta.

    Un mondo incantato di cristalli ghiacciati, dentro cui si scivola silenziosamente a bordo di piccole imbarcazioni. Ma in totale sicurezza, dopo aver indossato pesanti mute di neoprene, a protezione dalle acque gelide.

    Dopo una breve sosta per il pranzo lungo la strada, si raggiunge l’Akan International Crane Center, una riserva dedicata alla preservazione delle gru giapponesi.

    Soggetti prediletti degli origami perché simbolo di longevità, le gru sono elegantissime con la livrea bianca, la macchia rossa sulla testa e le lunghe zampe che si muovono in una continua danza di corteggiamento, offrendo ai visitatori uno spettacolo di grazia assoluta. E’ una sosta che sicuramente entusiasmerà gli amanti della fotografia: non dimenticate zoom e teleobiettivi!

    Verso metà pomeriggio si raggiunge Akanko Onsen, villaggio termale sull’omonimo lago vulcanico ai piedi del Monte Akan, nell’Akan National Park. Nel tardo pomeriggio, tempo libero per riposo e wellness.

    Pranzo libero lungo la strada, cena e pernottamento in albergo.

     

    L’Akan & Mashu National Park è un mondo perfetto per attività e sport invernali in ambiente estremo. I grandi spazi ancora deserti trasmettono il senso del meraviglioso, dell’insolito, e costante è anche la sensazione della scoperta. Per chi desidera fare l’esperienza, si può richiedere all’hotel di allestire dall’alba la pesca in una tenda/igloo sul lago ghiacciato (attività facoltativa non compresa nel prezzo generale.) La mattina presenta due programmi diversi:

    Per chi fa sport (attività non comprese nel prezzo generale): Passeggiata mattutina con le ciaspole intorno al Lago Akan (con un accompagnatore locale), fra i vapori delle sorgenti termali che sciolgono la superficie gelata, fitti boschi di conifere e pendii da discendere nella neve, con la caligine bianca dei vapori che avvolge all’improvviso. Un’immersione spettacolare nella natura, tipica dell’Hokkaido. (Alternativa sport per il mattino: sci presso la Akan Ski Area).

    Per chi non fa sport: Shopping di artigianato tipico al villaggio Ainu, e/o bagni termali.

    Dopo il pranzo libero, il pomeriggio ha invece un programma comune: visitiamo il Kotan, il villaggio della comunità Ainu. Qui abitano un centinaio di aborigeni Ainu, che solo in poche località dell’Hokkaido come questa mantengono orgogliosamente vive le proprie antiche tradizioni. Una passeggiata con un rappresentante della comunità, ancora gestita da una gerarchia tribale, ci condurrà attraverso la vita e la storia di queste genti, che oggi vivono soprattutto di artigianato.

    In tutto l’Hokkaido gli Ainu, termine che significa “uomini”, oggi sono circa 23 mila, e nei villaggi conducono un’esistenza che cerca di conciliare la modernità con le proprie tradizioni, a dispetto dell’assimilazione forzata cui il regime militare nipponico li costrinse fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Solo nel 2019 il Governo di Tokyo ha riconosciuto che gli Ainu sono una minoranza etnica oggi pienamente giapponese e non “estranea” (come veniva considerata un tempo).

    Gli Ainu arrivarono in Hokkaido dalla Siberia passando per la penisola di Sachalin e le Isole Curili, migliaia di anni prima di Cristo secondo alcuni studiosi, assai più tardi (dodicesimo secolo d.C.?) secondo altri,  ma sull’epoca e sulla vastità del loro insediamento in Giappone non vi sono ancora conclusioni unanimamente accettate.

    Il loro credo, di tipo animistico, vede negli animali e nei fenomeni atmosferici la presenza di spiriti divini chiamati kamuì, nome che sembrerebbe confermare la derivazione dei kami del pantheon shintoista da questa religione primordiale. La questione presenta delicati risvolti non solo religiosi e culturali ma anche politici…

    Particolarmente importante è l'adorazione dell'orso, animale-simbolo di tutto il gruppo etnico: gli Ainu sono gli unici autorizzati a cacciare e mangiare questo animale, di cui hanno grande rispetto.

    Ancora oggi, alcuni degli Ainu della zona del Lago Akan ricordano un italiano che per primo arrivò in queste terre di frontiera e studiò la loro cultura a partire dagli anni Trenta del secolo scorso; tanto che di recente,  per recuperare usi e costumi che si erano perduti, gli Ainu hanno fatto riferimento ai suoi scritti. Era Fosco Maraini, che ne parla in un suo libro giustamente famoso, Ore Giapponesi.

    Oggi gli Ainu del villaggio sul Lago Akan vivono soprattutto grazie alle botteghe artigianali dove confezionano vestiti, lavorano la pelle e il legno in gioielli-amuleto.

    A cena avremo modo di assaggiare anche le specialità della cucina Ainu in una classica locanda, accogliente e famigliare, con il fuoco sempre acceso e ricette che prevedono l’utilizzo di molte verdure che la natura regala d’estate: dalla zuppa di erbe selvatiche allo stufato di orso, per concludere con il tè di foglie di sughero.

    Dopo cena vivremo un’esperienza unica: assisteremo a uno spettacolo in un Teatro Ainu chiamato Ikor (“tesoro”), costruito di recente grazie al fatto che, nel 2009, le danze sono diventate Patrimonio Immateriale Unesco. Qui si assiste a esibizioni evocative di riti arcaici accompagnate dal tonkori, strumento a corda dal suono primordiale, mentre le giovani donne Ainu cantano e danzano. Questo teatro è un luogo fondamentale per la preservazione della loro cultura tradizionale, che per secoli venne trasmessa soltanto oralmente.

    Pranzo libero nel villaggio Akan, cena presso un tipico ristorante Ainu.

    Pernottamento in hotel, Akan Lake Tsuruga Wings.

     

    In questa parte centro-orientale dell’Hokkaido la presenza dei vulcani modella un ambiente sorprendente, adatto al trekking con le ciaspole, regalando suggestioni da Grande Nord. Anche oggi in mattinata ci sono due opzioni possibili.

    Per chi fa sport: Fra i possibili trekking con le ciaspole il più bello e impegnativo (4 h; però può essere percorso anche parzialmente), è il giro del cratere più esteso del Giappone, occupato dal lago Mashu; il trekking della caldera può arrivare fino alla cima del monte Kamui che sovrasta il lago. In estate le sue acque sono cristalline; in inverno venti forti ne agitano la superficie impedendole di ghiacciare. Il risultato è un paesaggio dall’aspetto misterioso, sottolineato dal meraviglioso anello di monti e vulcani innevati che brillano all’orizzonte a 360 gradi.

    Per chi non fa sport: è piacevole la gita alle acque termali di Kawayu Onsen e alla montagna sulfurea, il vulcano Iozan vicino a Kawayu. Giallo di zolfo, fumante e ribollente, ha un sentiero che lo percorre fino ai soffioni sul fianco della montagna, e non è raro trovare gente del posto che vende uova cotte nei vapori dei fenomeni vulcanici. Volendo, un sentiero pianeggiante di 2,5 km porta dal vulcano Iozan all’onsen (terme) di Kawayu, per cui si possono unire le due proposte di itinerario.

    Le attività sopra menzionate per chi fa sport e non sono comprese nel prezzo generale.

    Si pranzerà nell’ affascinante, vecchia locanda della stazione ferroviaria di Kawayu Onsen, che negli anni Cinquanta era una rinomata località climatica. Lo testimoniano i poster d’epoca appesi all’Orchard Grass Coffee Shop & Restaurant, rimasto uguale dal 1936, con la stufa in maiolica nello stanzone da pranzo, dove si servono gustosi stufati.

    Dopo pranzo una passeggiata conduce a un caffè di ispirazione sorprendentemente francese, lo Sweet Baraques Cafè, per una madeleine, un éclair o un plum cake. La proprietaria giapponese ha fatto un corso di pasticceria francese e la prepara come si deve; il negozio vende anche vestiti femminili molto minimal e di ottimo gusto.

    Una camminata nel profumo magico del bosco, più tardi, ci aspetta sulle rive del grande lago Kussharo, abitato in inverno da centinaia di cigni: qui si può assistere ad un tramonto indimenticabile.

    Per l’ora di cena arriveremo a Utoro, villaggio di pescatori sulla penisola di Shiretoko, all’estremo Est dell’Hokkaido. Qui all’indomani scopriremo il più bell’angolo di natura di tutto il Giappone, per un autentico salto “into the wild”.

    Cena e pernottamento in Hotel.

     

    Benvenuti nell’estremo oriente dell’Estremo Oriente! Siamo arrivati sul limite Est dell’Hokkaido e vivremo questa giornata in un’atmosfera da terra al confine del mondo. Siamo infatti nella penisola di Shiretoko, che letteralmente significa “dove la terra finisce”; la penisola si protende per 65 chilometri nel mare di Okhotsk, racchiuso fra Giappone e Siberia. In questa stagione il mare è una distesa completamente ghiacciata, di un candore abbacinante, come un immenso pack artico. Il fenomeno è causato dall’abbondante strato d’acqua dolce superficiale proveniente dalla foce del grande fiume Amur che si getta in questo mare: l’acqua dolce, infatti, ghiaccia molto più facilmente di quella salata.

    Sulla penisola si trova l’unico Patrimonio Naturale Unesco del Giappone, lo Shiretoko National Park, entrato nella lista delle eccellenze grazie alla notevole biodiversità e alla magnifica collocazione. Il panorama sarà indimenticabile: altissime scogliere rosse e brune che si gettano con salti da 200 metri in un mare di ghiaccio; pendii bianchi e foreste di conifere dove i cervi intraprendono indisturbati lotte per l’accoppiamento davanti ai nostri occhi. E poi volpi artiche, leoni marini che oziano sulle scogliere, aquile di Steller che volano nel cielo terso, il monte Rausu che si staglia bianco come una scultura di ghiaccio. E’ natura allo stato puro: si possono seguire le tracce di sentiero con le ciaspole o fare più strada con la fat bike (bicicletta con grandi ruote per andare sulla neve), senza incontrare presenza umana per chilometri. L’escursione proposta, detta “dei 5 laghi”, è davvero spettacolare, facile e adatta a tutti (non compresa nel prezzo generale).

    Dopo l’escursione nel parco, sarà corroborante immergersi nelle calde acque termali del nostro albergo a Utoro. E dopo cena, l’hotel mette a disposizione una navetta che porta nel parco cittadino. In questa stagione vi vengono allestiti fuochi intorno a cui la gente si ritrova e un simpatico ice-bar, dove bere un drink “artico”.

    Cena e pernottamento in Hotel.

     

    La strada costiera che percorre l’ampia baia di Abashiri ci regalerà lo spettacolo del mare ghiacciato. Faremo una sosta a metà strada, dove un breve sentiero e una scalinata ci consentiranno di risalire il salto di 80 mt delle Oshin Koshin Falls, fra le più belle cascate del Giappone.

    In mattinata raggiungeremo il porto di Abashiri, dove ci aspetta un’esperienza molto particolare: un giro in mare su una nave rompighiaccio. Ammireremo dal Mare di Okhotsk le scogliere rosse di Shiretoko e le loro altissime cascate, mentre lo slittamento dei banchi di ghiaccio, frantumati dalla chiglia della nave, producono scricchiolii e frastuoni che sembrano arrivare dal cuore del pianeta; le grandi spaccature che si creano nella crosta di ghiaccio e il rivoltarsi dei pezzi di banchisa nell’acqua al passaggio della nave, danno sensazioni da Circolo Polare Artico.

    Dopo questa esperienza, una visita decisamente insolita in Giappone: una vetreria. Aperta da una coppia di giovani giapponesi trasferitasi qui dalle isole del sud, utilizza la fusione di vetro riciclato per la produzione di bicchieri, monili e sculture. Sarà curioso vedere un giapponese maneggiare il cannello, il forno e strumenti dall’aspetto antico, con gesti che riconducono immediatamente all’isola veneziana di Murano.

    Una visita all’Hokkaido Museum of Northern Peoples permetterà poi di approfondire la cultura Ainu, e di fare interessanti paralleli con gli Inuit del Canada, i Sami della Lapponia e le genti della Siberia, attraverso i loro abiti, il cibo e la spiritualità.

    Pranzo libero a Abashiri. Cena e pernottamento: Hotel Abashirikoso.

    Grande ryokan sulle rive di un romantico lago, con camere in stile giapponese o Occidentale e onsen. Per cena sarà servito un menù kaiseki, l’alta cucina tradizionale tipica di Kyoto. Costituita da numerose portate, è in tutto e per tutto un pasto completo anche dal punto di vista della presentazione del piatto. E’ l’espressione più elevata della cucina giapponese, utilizzata a Corte e al termine della cerimonia del tè. Sia gli ingredienti che i loro contenitori cambiano a seconda del periodo dell’anno accordandosi col ritmo della natura nei colori e nei sapori. Sovente anche i contenitori in ceramica sono modellati in forma di soggetti naturali.

    Gli ingredienti oltre a seguire la stagionalità, seguono anche un’alternanza di carne, pesce, verdure, carboidrati in modo da comporre un menù dieteticamente bilanciato e salutare; lo stesso dicasi per le cotture, spesso presenti in toto (fritto, vapore, griglia, stufato, crudo); le temperature, dal bollente al freddo; le consistenze, dal liquido, al morbido al croccante; i gusti, dall’acido, al dolce, all’ umami (gusto sapido accostabile al glutammato). Tutto ciò rende la cena Kaiseki non solo una grande e storica espressione artistica trasposta in gastronomia, ma anche una cucina sorprendentemente moderna perché basata su princìpi oggi ripresi da tutti i più grandi chef del mondo.

     

    Oggi colazione al sacco: si parte alle 7 della mattina dalla stazione ferroviaria di Abashiri per Sapporo. In treno ci si porterà soltanto un piccolo bagaglio a mano con l’occorrente per la prima notte a Sapporo, capoluogo dell’Hokkaido. Il resto del bagaglio verrà spedito a parte e ci raggiungerà all’hotel di Sapporo.

    Durante il cambio di treno ad Asahikawa si potrà acquistare un bento, il classico lunch box giapponese, che contiene un veloce spuntino da consumare quando si è su un mezzo pubblico. E’ una scatola di legno dal design semplice ed elegante al cui interno i vari scomparti contengono cibi diversi, scelti in modo da comporre un pranzo dieteticamente equilibrato e saporito.

    Arrivo a Sapporo nel primissimo pomeriggio e check-in in hotel. Avremo il pomeriggio e la sera per dedicarci alla scoperta dello Snow Festival, il più famoso festival della neve e del ghiaccio al mondo. Il cuore dello Snow Festival è in Odori Park, al centro di Sapporo.

    Lungo un chilometro e mezzo, verde d’estate  e bianco di neve d’inverno, il viale Odori è scintillante e affollatissimo per una settimana all’anno, ai primi di febbraio. Centinaia di artisti provenienti da tutto il mondo si sfidano con monumentali sculture di neve e ghiaccio per questo Festival in cui la fantasia non ha limiti. Le sculture possono essere piccole oppure enormi, e i temi cambiano ad ogni edizione, costituendo sempre una sorpresa. Così, si potrebbe trovare un elegante tempio Zen in ghiaccio accanto a un Arc de Triomphe parigino alto 25 metri; oppure caricature dei politici collocate insieme a una Sailor Moon che sorride in stile kawaii (carino/dolce), eccetera..

    Lo Yuki Matsuri (“Festival della Neve”) nacque quasi per caso nel 1950 da un gruppo di studenti burloni e oggi è diventato un business da 2 milioni di visitatori e grandi richiami di film, musiche, fumetti e cultura pop. Ma aldilà delle sue bellissime ma effimere sculture, affascina l’allegria sfrenata dei giapponesi che finalmente ritornano bambini fra i banchetti di grandi conchiglie e di takoyaki (polpette fritte con cipolle, zenzero, maionese e fiocchi di bonito), esibizioni dei gruppi pop-idol - cioè di ragazzine scatenate che cantano e ballano in divisa scolastica - e show di son et lumière proiettati sulle varie sculture. Uno spettacolo nello spettacolo.

     

    Pranzo in treno con un bento. Cena di street food fra i banchetti alimentari al Festival della Neve di Sapporo.

    Pernottamento in Hotel.

     

    Nota bene: per la partenza del 24 febbraio non è previsto alcun festival, pertanto il pomeriggio sarà libero.

    In mattinata si parte per un breve giro a Otaru, un tempo villaggio di pescatori Ainu e oggi quartiere periferico di Sapporo, per passeggiare sulla strada pedonale lungo il canale e apprezzare l’atmosfera da Giappone tradizionale. Basse casette, piccoli caffè e deliziose botteghe, che un tempo erano magazzini del pesce nel porto.

    A seguire andiamo alla scoperta del centro di Sapporo a partire dal Nijo Fish Market, dove sono in vendita i Granchi della Neve del Mar del Giappone, i fiocchi di merluzzo e di tonno, le uova di pesce, la gigantesca frutta che d’estate si coltiva su quest’isola. Un piacere per gli occhi e l’occasione di qualche acquisto gastronomico originale.

    Faremo pranzo libero in qualche locale del ramen yoko cho, il vicolo dei rivenditori di ramen, una zuppa calda che a Sapporo è diversa che nel resto del Giappone. Poi un appuntamento con la spiritualità: nel pomeriggio visitiamo il Tempio Shintoista di Sapporo nel Parco Maruyama, ancora più affascinante sotto la neve.  Accanto al tempio, inoltre, è custodita una bella collezione di statuine della tradizione imperiale giapponese.

    Sapporo è famosa per le Olimpiadi invernali del 1972 ma in Occidente è conosciuta anche per l’omonima birra. Da non perdere quindi la visita alla più importante fabbrica di birra del Giappone - la Sapporo - con la sua sede di fine ‘800 in mattoni rossi, e un museo di poster pubblicitari degli anni ’20 che ritraggono geisha intente a bere birra sotto vezzosi ombrellini. Ma soprattutto c’è il Biergarten, dove si mangia il "montone alla Gengis Khan" mix di carni di ovino e verdure. Qui, per chi vorrà, si farà cena, in un ambiente allegro e affollato, ovviamente degustando birra.

    Dopo cena, una visita (facoltativa) al quartiere “a luci rosse” di Susukino mostra il volto della città che non dorme mai. Oltre ai tantissimi locali notturni, le strade fervono dell’attività di giovani scultori all’opera con la motosega sui blocchi di ghiaccio: uno spettacolo di notte, con le insegne al neon dei locali che si rifrangono sulle fantasmagoriche creazioni.

    Pranzo e cena libera a Sapporo. Pernottamento in Hotel.

     

    Dopo colazione, si raggiunge a piedi (500 mt) o in taxi la stazione  e si prende l’airport bus  che arriva all’aeroporto di New Chitose, da cui decolla il volo per Hong Kong.

    Arrivo ad Hong Kong e coincidenza volo notturno per l’Italia.

     

    Arrivo a Milano o Roma al mattino presto.


     

     

     

     

     

    1. Vulcano Yotei  2. Sapporo artista del ghiaccio  3. Aquila di Steller

     

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

     MEZZI DI TRASPORTO Per effettuare questo tour utilizziamo quasi sempre il bus privato. I trasferimenti sono previsti con mezzi di trasporto adeguati al numero di partecipanti, avendo come priorità il distanziamento e il comfort dei passeggeri. Per questo dichiariamo il veicolo che utilizziamo e il suo riempimento.  1/2 persone: auto (5 posti a disposizione) 3/6 persone: minivan (9 posti a disposizione) 7/9 persone: micro bus (19 posti a disposizione)10/12 persone: middle bus - CONTINUA -