IN VIAGGIO CON IL PIANISTA E RENDEZ VOUS NEL DESERTO

OMAN

icona orologio 5 GIORNI
minimo 10 massimo 22 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2020

  • Dal   20  marzo    al   24  marzo  
Sistemazioni
Land Expeditions - Viaggi con Esperto

Un viaggio - evento, in compagnia di un esperto della destinazione e, soprattutto, in compagnia del pianista e compositore Alessandro Martire, che suonerà solo per noi tra le sabbie del deserto e ci accompagnerà alla scoperta dell’Oman. Una proposta di viaggio unica nel suo genere, in cui musica, cultura e natura ci mostreranno l’essenza di un Paese con occhi diversi ed emozioni nuove. Il nostro viaggio in Oman inizia a Muscat. La capitale del sultanato è un - continua -

A PARTIRE DA: 2.350 €


ITINERARIO

Partenza da Milano Malpensa con volo di linea diretto per Muscat. Pasti e pernottamento a bordo. Arrivo previsto la mattina seguente.

All’arrivo a Muscat disbrigo delle formalità doganali e intera giornata dedicata a Muscat, la capitale del sultanato. Iniziamo con la Grande Moschea del sultano Qaboos, nei pressi dell’aeroporto, la sua costruzione è durata sei anni (dal 1995 al 2001), e vanta un enorme lampadario fatto interamente di cristalli Swarovski e un enorme tappeto persiano in pura seta. Certamente uno dei simboli spirituali e del progresso economico del Paese degli ultimi anni, allo stesso tempo. La moschea chiude dopo mezzogiorno, pertanto vale la pena di iniziare subito la visita, per recarsi subito dopo in hotel per un po' di relax. Pranzo in hotel. Le camere saranno a disposizione prima di ripartire per le visite pomeridiane. Raggiungeremo la città vecchia, dove vedremo dall’esterno le mura costruite dai portoghesi, i forti gemelli di Jilani e Mirani, e il palazzo del sultano. Muscat è una città moderna che tuttavia è stata costruita nel pieno rispetto dello stile architettonico arabo. Visita al museo etnografico di Bayt Al Zubayre. Concludiamo la giornata con il souq di Muttrah, mercato vivace e che conserva ancora un fascino d’altri tempi. Al termine delle visite rientro in hotel. Durante la cena inizieremo a conoscere meglio Alessandro Martire, che ci parlerà del suo percorso e della sua esperienza internazionale nel mondo della musica. Pernottamento in hotel.

 

Prima colazione e partenza verso il deserto. Percorreremo la strada costiera verso sud est. I palazzi e i grandi viali della città lasciano presto il posto ad un paesaggio sempre più aspro, stretto tra le montagne e l’oceano. Il connubio tra acqua e roccia ha dato vita a diversi fenomeni geologici, da i wadi alle doline carsiche, come il Bimmah Sinkhole, spettacolare dolina carsica con una larghezza di 40 metri in cui si nasconde dell’acqua cristallina dal colore verde smeraldo. In tarda mattinata arriveremo a Sur, racchiusa in una bella baia naturale, con visita al tipico cantiere dei Dhow, le imbarcazioni arabe in legno ancora oggi utilizzate dai pescatori del luogo. L’atmosfera, tra il lungomare, le barche dei pescatori e le torri sulle colline circostante è molto diversa da quella di capitale, verace e quasi si tornasse indietro nel tempo. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio inizieremo ad avventurarci nell’entroterra fermandoci a Wadi Bani Khalid, uno dei più spettacolari wadi dell’Oman. Il sito è molto turistico, ma le sue acque e la vegetazione rigogliosa meritano comunque una fermata, per apprezzarne il contrasto con l’ambiente successivo. Il deserto. Proseguiremo fino a lambire le prime dune: ecco il Wahiba Sands, il cuore caldo dell’Oman, la scenografia della nostra serata di musica e silenzio. Raggiungiamo il Desert Nights Camp, il campo tendato più bello presente nel deserto omanita, per questa notte solo per i nostri gruppi, con cui ci congiungeremo. Sistemazione nelle camere tendate e verso sera inizio del nostro “rendez vous” nel deserto.

 

Rendez Vous tra le dune del Wahiba Desert

 

Ci piace pensare che, pur non costituendo una comunità, chi viaggia con noi lo faccia perché sceglie non solo un itinerario ben confezionato, ma ritenga pure di far parte di un insieme di persone con cui abbia qualcosa in comune, attratti da un altrove che custodisce terre e facce diverse.

Ci piace pensare che questo senso della condivisione trovi l’ambiente più adatto per manifestarsi in particolari condizioni di viaggio. Quando, oltre a proporre modi di partecipazione crediamo interessanti, si crei quella sfumatura che accentui la sensazione di prendere parte a qualcosa di speciale. Ciò è accresciuto dall’essere con altri, condividendo un’occasione che moltiplica per ognuno le sensazioni. Perché, a volte, ciò che non trasmetti agli altri appare un po’ meno vero.

Per questo proponiamo un’iniziativa che dia la possibilità di vivere un’esperienza con sfumature normalmente impossibili da apprezzare, se non in circostanze come questa.

Infatti, siamo convinti che un concerto possa non essere solo note create da un pur valente concertista. L’esecuzione tra le dune è condivisione di un’occasione che, persino noi che per mestiere programmiamo viaggi, sino ad ora mai abbiamo avuto modo di apprezzare.

La “festa” comune inizia dopo l’imbrunire accolti da deboli torce e candele, che ci indicano il percorso da seguire per giungere dove non troveremo altro che un pianoforte e uno sgabello per Alessandro Martire.

Il risultato pensiamo possa essere molto coinvolgente, perchè oltre al piacere dei suoni apprezzeremo il semplice essenziale grandioso ambiente che ci accoglie. Anche le luci non saranno invadenti perché devono solo essere in grado di farci intravvedere da dove originino le note.

 

Concerto, tra le dune, per pianoforte silenzio e oscurità.

 

Abbiamo chiesto ad Alessandro Martire come definirebbe in poche sillabe la sua musica.

Mi ha risposto che “La mia è musica contemporanea, colonna sonora”.

In un primo momento abbiamo pensato che fosse un’affermazione di eccessiva modestia. Pensandoci bene, però, non è così.

Al centro dell’autodefinirsi, non mettiamo il carattere della sua musica. Non è “contemporanea” il termine che mi piace sottolineare, ma “colonna sonora”. È una definizione che non va intesa come sminuente, vuol solo far intendere una non pretenziosità.

Lui non si mette al centro dell’attenzione in modo esclusivo. Non vuole sottrarre spazio ad altre sensazioni. A volte non privilegia in modo netto, come fanno in genere i concertisti, i luoghi chiusi e ovattati dove il pubblico comodamente seduto è attratto esclusivamente da un palco, un pianoforte, uno sgabello e un faro su un pianista che accentra su di sé ogni interesse e senso.

Alessandro Martire sceglie di esibirsi anche dove la situazione può distrarre i presenti perché attratti da un contesto particolare. Lui non ha timore e non è geloso di vedersi sottrarre attenzione. Così lo scorso agosto ha fatto galleggiare il suo pianoforte sul Lago di Como e ora ha accettato il nostro invito di affondare le gambe del suo strumento nella sabbia di un deserto. Confermando che ama condividere con ciò che lo circonda l’interesse di quelli venuti ad ascoltarlo, cosciente della forza del suo suono.

 

Inoltre, nel definire “colonna sonora” la sua musica contemporanea, c’è la consapevolezza che “colonna” indichi un aspetto indispensabile per consentire ad un’opera umana, musicale o meno poco importa, di stare in piedi e riuscire a svolgere la sua funzione.

Basti pensare che la colonna sonora dei rapporti umani è la parola.

Nel suo caso è ciò che usa per creare un legame emotivo, è il suo modo di comunicare. Non è semplice sottofondo di luoghi e momenti che colpiscono i sensi perché legati alla bellezza, alla visione di spicchi di mondo che non conosciamo ancora, di un tramonto, di un lago d’acqua, di un mare di sabbia, di una notte senza luci.

Ecco cosa aspettiamo ci dia questo concerto.

Quella sera il suo intervento musicale sarà al centro dell’interesse, anche se in modo non eclatante. Sarà parte preponderante di quelle impressioni che ci arriveranno anche dalla scena in cui si esibisce, sospingendo e amplificando le emozioni che nascono in quel luogo.  

Un luogo che non vogliamo illuminare oltre l’indispensabile, per godere di quanto ci sia da sentire e scoprire senza gli occhi.

Così di notte, all’oscuro, non sappiamo se con o senza stelle, con i piedi sulla sabbia, avremo occasione di udire il silenzio riempito da una colonna sonora. Pensieri e suggestioni saranno i protagonisti, e si costruiranno seguendo le note di Alessandro.

 

Sappiamo che si tratta di un “azzardo” perché il deserto è associato al silenzio, ed è il silenzio ciò che normalmente si viene a cercare qui.

Solo la luna, e non sempre, può entrare e violare lo spazio dedicato all’infinitamente piccolo dei granelli di sabbia e all’infinitamente grande delle stelle.

Non citeremo le parole con cui le strofe di The Sound of Silence si rivolgono al silenzio per motivare la nostra scelta, perché Simon e Garfunkel vedono nel silenzio l’incapacità di comunicare tra gli uomini, mentre per noi il silenzio sarà il filo delle emozioni che lo stare nel deserto crea, che interromperemo solo per riempirlo con altre ancora più corpose.

A noi è sembrato che potesse essere gradito udire il silenzio, inframmezzandolo, interrompendolo per un breve tempo con sonorità che possono valorizzare ulteriormente lo stare qui.

Proponiamo per la prima volta un intervento “ingombrante”. Mai, abbiamo introdotto nei nostri eventi un elemento così dirompente come i suoni che si sovrappongono al silenzio. Mai abbiamo stravolto un luogo come facciamo ora. Ma lo facciamo senza invadenza, mutando l’equilibrio stabilito dall’assenza di parole rumori e luce solo con note. Niente fari e palco, scenografie, colori e fumi, amplificatori e sedie, sipario e poltrone per stare più comodi.

In piedi, o seduti sulla sabbia, lasciamo che sia solo il pianoforte di Alessandro a rafforzare il legame col circostante, con suoni adatti a riempire lo spazio tra granelli di sabbia e stelle.

 

 

 

 

 

 

Prima colazione al campo e, prima della partenza, tempo a disposizione per una passeggiata. Poi ci rimettiamo in marcia e usciamo dal deserto ritrovando l’asfalto. Visiteremo i sobborghi di Ibra, una delle città più antiche del Paese, famosa in passato per suoi cavalieri ed importante snodo commerciale, nonché base di partenza per il deserto del Wahiba. Nel piccolo villaggio di Mansfah, alle porte della città, si possono ancora vedere sontuosi palazzi in rovina, lascito dei traffici dei mercanti del XIX secolo che, sotto il sultanato di Said Bin Sultan, rappresentarono il momento di massima fortuna per questa regione. Raggiungiamo poi Nizwa, l’antica gloriosa capitale dell’Oman, un’oasi racchiusa tra le montagne aride e spioventi. Pranzo in ristorante locale e nel pomeriggio visita della città.

Nizwa è la città più ampia nella regione interna dell’Oman e fu capitale del regno nel VI e XVII secolo. Il forte di Nizwa fu costruito dal Sultano Bin Saif Al-Ya’Rub ed è stato abitato fino agli inizi del secolo scorso. La possanza architettonica è addolcita dalle porte in legno intagliato e dal gioco di ombre e luci che si appoggia incerto sugli intonaci restaurati da poco. Il forte è il più grande dell’intera penisola arabica. In città è tutto a portata di mano e si riesce a visitarla facilmente. Dedali, porticati, cortili e il souq tradizionale, che ribolle di fermento, voci ed oggetti d’artigianato di ogni tipo, orci giganti, canestri, ceramiche e tappeti. Raggiungiamo poi il nostro hotel appena fuori città, sulla via per Muscat. Cena e pernottamento.

 

Prima colazione in hotel e rientro a Muscat, che raggiungiamo in meno di due ore di strada. Abbiamo tempo di fare un’ultima visita alla fabbrica del profumo Amoauge, una delle eccellenze prodotte nel Paese. La casa produttrice propone fragranze uniche e raffinate, ispirate alla storia e alle tradizioni omanite. Da qui ci spostiamo in aeroporto, a pochi chilometri, per imbarcarci sul volo di rientro in Italia. Visto l’orario di partenza, il pranzo è previsto direttamente a bordo. Arrivo all’aeroporto di Milano Malpensa in serata.


 

 

  1. Il souk di Nizwa
  2. Un “caffè” nel Wahiba Sands
  1. Spezie
  2. Tramonto tra le dune

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

L'itinerario è previsto su mezzi 4X4 esclusi il tour a Muscat e i trasferimenti da e per l’aeroporto.Il bagaglio deve essere preferibilmente costituito da sacche morbide, possibilmente con un peso inferiore ai 20 kgNon è richiesta alcuna vaccinazioneIl venerdì è giorno festivo e quindi musei e monumenti saranno chiusiE’ necessario il visto di entrata e passaporto con almeno 6 mesi di validità. Il visto deve essere ottenuto prima della partenza tramite Kel 12 oppure direttamente - CONTINUA -

NATIONAL GEOGRAPHIC DIFFERENCE

- CONCERTO ESCLUSIVO NEL DESERTO DEL WAHIBA SANDS

- VIAGGIO IN COMPAGNIA DI ALESSANDRO MARTIRE, PIANISTA E COMPOSITORE DI FAMA INTERNAZIONALE

- CURA DEI DETTAGLI: DAI 3 PASSEGGETI PER AUTO E POSTO FINESTRINO GARANTITO ALLE CAMERE DI CATEGORIA SUPERIORE A MUSCAT E NEL DESERTO

ESPERTI

  

FARIAN SABAHI SEYED

  • Dal 20  marzo  2020 al 24  marzo  2020

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