LA VALLE DI KATHMANDU E IL TERAI CON IL FOTOGRAFO - Kel 12 National Geographic Expeditions
  • LA VALLE DI KATHMANDU E IL TERAI CON IL FOTOGRAFO

    NEPAL

  • LA VALLE DI KATHMANDU E IL TERAI CON IL FOTOGRAFO

    NEPAL

    icona orologio 14 GIORNI
    minimo 6 massimo 12 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

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    Sistemazioni
    Photography Expeditions - Viaggi Fotografici

    VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

    HIGHLIGHTS FOTOGRAFICI Un viaggio nel tempo e nelle diverse anime del mondo... questa è l'emozione primaria durante un viaggio fotografico in Nepal. L'antico e piccolo regno ai piedi dell'Himalaya offre un delirio di suggestioni, colori, tradizioni e scenografie capaci di affascinare e abbagliare qualunque appassionato di fotografia. Dalle città monumentali della Valle di Kathmandu - Patan/Lalitpur, Bhaktapur, Kirtipur e Kathmandu - fino a due secoli fa capitali - continua -

    A PARTIRE DA: 3.700 €


    ITINERARIO

    Partenza da Milano con voli di linea per Kathmandu. Pasti e pernottamento a bordo.

     

     

    Proseguimento per Kathmandu. Al nostro arrivo all’aeroporto, dopo aver sbrigato le formalità relative all’ottenimento del visto, incontro con il rappresentante locale e trasferimento in bus privato all’hotel. Pranzo libero e nel resto della giornata, fatica permettendo, possiamo cominciare a scoprire questa incredibile città. Kathmandu è un museo all’aperto e anche se negli ultimi anni è molto cambiata, con una miriade di costruzioni senza alcuno stile, è diventata rumorosissima, caotica e con molto inquinamento, non ha tuttavia perso il suo antico fascino e se quando siamo a Durbar Square pensiamo solo a immergerci nella sua magica atmosfera, riusciremo a dimenticare tutti gli aspetti negativi di questa città. La città si trova a 1.340 m slm ed è situata in posizione centrale rispetto alla valle che domina, più in lontananza, attorno alla valle, decine di montagne alte più di 6000 m che formano la catena himalayana. La città può essere visitata in diversi modi, ma l’ideale è scoprirla a piedi. Nel cuore della città vecchia: il Durbar, cioè “la piazza della corte reale”, dove sembra di tornare indietro nel tempo. Nel Durbar vi sono più di cinquanta templi e monumenti e fra questi spicca il magnifico Tempio di Taleju, che ospita la divinità della famiglia reale e che è possibili visitare solo esternamente. I suoi tre tetti sono ricoperti di rame dorato e una serie di campanelle tintinnanti rende atmosfera ancora più magica. Fu costruito dal re Mahendra Malla tra il 1549 e il 1596 dedicandolo alla divinità indiana Taleju Bhawani. Il Kasthamandap, il cui nome vuol dire “casa di legno”, fu costruito nel XII secolo e fu il re Laxmi Nar Singh Malla che volle la sua costruzione con il legno di un unico albero di “sal”. Inizialmente nell’edificio si tenevano cerimonie ed era il luogo di riunione dei forestieri che vi partecipavano e solo in seguito fu dedicato a Gorakhnath. Dietro questo edificio si trova il minuscolo tempio dell’Ashok Binayak, conosciuto anche come Maru Ganesh, una divinità molto amata dai nepalesi, il dio con la testa di elefante. Tornando più verso la piazza si trova il Tempio di Shiva. Sempre nella piazza, il vecchio Palazzo Reale, l’Hanuman Dhoka (il dio scimmia) che fu fatto costruire nel XVII secolo dal re Pratap Malla, anche se nel corso degli anni sono state fatte diverse migliorie e aggiunte. Nei pressi della piazza, il Palazzo della Kumari, un edificio monastico costruito a metà del XVIII secolo e capolavoro dell’arte newar, con le finestre di legno riccamente scolpite. Qui vive la dea vivente, o Kumari, incarnazione di Taleju Bhavani, la dea protettrice della famiglia reale, manifestazione di Durga. Interessante anche il Tempio di Jagannath, l’edificio più antico della piazza (XVII secolo). Cena e pernottamento in hotel.

    Dopo la colazione, dedichiamo ancora alcune ore alla scoperta di Kathmandu, prima di trasferirci all’aeroporto in tempo utile per prendere il volo per Dhangadhi. Potremo quindi visitare il tempio induista poco conosciuto di Budhanilkantha, un vero e proprio luogo sacro, soprattutto ai fedeli di Vishnu. Egli è il dio dai mille nomi, dalle varie forme ed incarnazioni e viene presentato anche cole il dio Narayan disteso sull’oceano cosmico, il creatore della vita. Dal suo ombelico è sbocciato un fiore di loro dal quale è nato Brahma che ha creato il mondo. La statua di Vishnu in pietra giace in questo tempio in una vasca d’acqua adagiata tra le spire del grande serpente Ananta dalle undici teste. La statua è alta cinque metri e si pensa possa risalire al VII/VIII secolo e fu scolpita all’epoca dei Licchavi.

    Lo stupa di Bodnath è il più grande del Nepal. In questo luogo si respira l’aria del Tibet, perché nell’area vive la più grande comunità tibetana del Nepal, della quale moti, sono giunti qui in seguito all’invasione del loro paese da parte della Cina. Le origini di questo stupa sono ancora sconosciute anche se pare che sia stato costruito nel VI secolo, al tempo del re tibetano Songsten Gompa, che si era convertito al buddhismo dopo aver sposato due mogli, una cinese e una nepalese, entrambe di fede buddhista. Intorno al grande stupa, sono sorti molti monasteri e botteghe e ogni giorno decine di fedeli percorrono il suo perimetro in senso orario. La grande calotta bianca è spesso striata di giallo/arancio: è la polvere di zafferano gettata dai fedeli come atto di devozione in onore di Buddha.

    Pashpatinath è il tempio induista più importante del Paese, dedicato a una delle incarnazioni di Shiva, appunto Pashpatinath, pastore di animali, di uomini e simbolo della fertilità. Il tempio sorge sulle sponde del fiume Bagmati (nato dalla bocca di Shiva), dove avvengono le cremazioni. Nel complesso si trova il Tempio d’Oro, uno dei templi più sacri del Nepal, il cui accesso è consentito solo agli induisti.

    Al nostro arrivo a Danghadi, trasferimento all’hotel Devotee per la cena e il pernottamento.

     

    Dopo la colazione, visitiamo la cittadina di Danghadi per scoprire come la città celebra il festival. Rientro in hotel per il pranzo.

    Nel pomeriggio, raggiungiamo un villaggio abitato dall’etnia dei Rana Tharu per scoprire insieme le loro tradizioni e per assistere alle loro danze e per scoprire il loro particolare sistema di pesca. Diversi indizi suggeriscono che i Tharu di questa regione abbiano un’origine etnicamente mista sviluppata attraverso l’integrazione di persone di altri gruppi. Molti dei Tharu di questa regione sono stati ampiamente sfruttati da cinici zemindar, proprietari terrieri. Poiché molti dei Tharu non possiedono la terra, sono alla completa mercé di queste persone senza scrupoli. In ogni villaggio c’è un funzionario chiamato mahato il cui compito è quello di mantenere la legge e l’ordine. È a tutti gli effetti il capo del villaggio. Nel villaggio che visiteremo, avremo modo di osservare le loro abitazioni costruite in fango. I muri esterni sono decorati a rilievo con immagini di animali e fiori. I cavallini d’argilla rappresentano la loro divinità e sono posti in capanne separate di fronte alla loro abitazione. Prodotti della foresta e degli orti sono appesi a seccare sotto i tetti delle case.

    Dopo il villaggio, ci dirigiamo verso il Tempio di Ghodaghodi dedicato a Shiva che si affaccia sul lago più grande della regione e dove spesso sono celebrati dei matrimoni.

    Dopo le visite, rientro a Dhanghadi per la cena e il pernottamento.

     

    La giornata è dedicata alla scoperta della vita e della cultura dei Dangaura Tharu. Ci dirigiamo verso il villaggio di Rampur. I dangaura tharu si distinguono maggiormente dal resto della popolazione: si vestono in modo diverso, mangiano cibi diversi e pregano in modo diverso e i loro villaggi non sono multietnici come quelli dei tharu che abitano la parte est del paese. Diversi indizi suggeriscono che i tharu di questa regione abbiano un’origine etnicamente mista sviluppata attraverso l’integrazione di persone di altri gruppi. Molti dei tharu di questa regione sono stati ampiamente sfruttati da cinici zemindar, proprietari terrieri. Poiché molti dei tharu non possiedono la terra, sono alla completa mercé di queste persone senza scrupoli. In ogni villaggio c’è un funzionario chiamato mahato il cui compito è quello di mantenere la legge e l’ordine. E’ a tutti gli effetti il capo del villaggio. Nel villaggio che visiteremo, avremo modo di osservare le loro abitazioni costruite in fango. I muri esterni sono decorati a rilievo con immagini di animali e fiori. I cavallini d’argilla rappresentano la loro divinità e sono posti in capanne separate di fronte alla loro abitazione. Prodotti della foresta e degli orti sono appesi a seccare sotto i tetti delle case. Nel villaggio sono presenti circa sessanta abitazioni. Nei pressi del villaggio, si trovano due laghi naturali, dove fioriscono i fiori di loto e dove avremo modo di osservare da vicino il loro sistema tradizionale di pesca. Accanto ai laghi sorge il Tempio di Behedabada, visitato da molti pellegrini provenienti dalla regione, ma anche da Kathmandu e dall’India del nord. Rampur è sicuramente il villaggio Dangaura più tradizionale dell’area. Ci sarà la possibilità di assistere al loro tipico stile di vita e alle diverse attività culturali presenti durante il Festival di Tihar e oggi è il giorno in cui si onorano i cani. I ragazzi e le ragazze eseguono diverse danze nei loro costumi tradizionali. Pranzo pic nic. Al termine delle visite, rientro in hotel a Dangadhi per la cena e il pernottamento.

     

     

    Oggi la giornata è dedicata alla scoperta della cultura dei Katharia Tharu. Ci recheremo nel villaggio di Munuwa per assistere alle loro danze nei costumi tradizionali, ai quali aggiungono dei cesti in vimini o terracotta che donano un tocco particolare alle loro movenze. L’etnia dei Katharia Tharu ha molti tratti in comune, per quanto riguarda l’abbigliamento e l’architettura delle case con l’etnia Rana Tharu. I Katharia abitano la zona che va da Kailali a est fino a Gorakhpur e il Terai centrale. Secondo il ricercatore Krauskopff, i katharia sono suddivisi in due “sottogruppi”, i Pachala e i Purbya. Come per tutti i Tharu, anche per i Katharia, l’attività della pesca riveste un ruolo molto importante, anche se le tecniche utilizzate differiscono molto da gruppo a gruppo. Costruiscono le loro case utilizzando la terra mescolata all’acqua e le pareti interne sono decorate con figure che rappresentano la vita di Lord Krishna, menzionata nel poema epico Hindu, il Mahabharata, mentre i muri esterni sono incisi sia con figure simboleggianti la prosperità e il piacere, sia con soggetti come l’elefante, il pavone e il fiore di loto. All’interno delle case si trovano anche dei particolari granai in terracotta, anch’essi magistralmente decorati. Anche i costumi indossati dalle donne katharia, rivestono un fascino particolare. Oggi è il giorno principale del festival che si celebra in tutto il paese. Le persone si riuniscono nelle case e si pongono la tika (riso, polvere rossa e yogurt mescolati insieme) sulla fronte e la jamara (piante di orzo giallo sacro cresciuto nella camera della preghiera) nell’orecchio o nel cappello come simbolo di pace, prosperità e lunga vita. Le persone vanno dagli anziani per ricevere una benedizione speciale. Le attività che riguardano il festival si possono osservare ovunque e oggi è il giorno più importante del Festival, Laxmi Puja, nel quale la dea con le sembianze di mucca è venerata la mattina, mentre la sera si venera la dea dalle sembianze umane.

    Al termine delle visite, proseguimento per Baunia, dove consumeremo il nostro pic nic preparato da una famiglia locale. Al termine del pranzo, proseguimento per Chisapani. Pensione completa e pernottamento in hotel.

     

     

    Dopo la colazione, partenza per raggiungere Thakurdwara nel Parco Nazionale Reale di Bardia che si trova nel Terai occidentale, lungo il corso del fiume Karnali che da qui scorre placidamente verso le distese pianeggianti del Terai e la pianura indiana del Gange. Con un’area di 938 kmq, è principalmente pianeggiante con le colline Siwalik quale confine settentrionale naturale. Delle trentadue specie diverse di mammiferi che ospita il parco, si potrebbe avere la fortuna di ammirare la tigre reale del Bengala o il bue blu, i delfini del Gange, le antilopi, gli elefanti, il rinoceronte asiatico e il coccodrillo. Visiteremo il parco a bordo di jeep. Pranzo pic nic. Dopo la visita del parco, proseguimento per Kohalpur. Lungo la strada potremo assistere alle attività rituali che si svolgono il quarto giorno del Festival. Pensione completa e pernottamento in hotel.

     

    Oggi è una lunga giornata di trasferimento lungo l’East West Highway, anche se gli spunti d’interesse non mancano mai, dato che si attraversano numerosi paesi/villaggi e la campagna. Prima di arrivare a Lumbini, faremo una sosta nel villaggio di Thakurpura. Lungo la strada attraverseremo campi coltivati e ci sarà la possibilità di osservare le persone che lavorano nei campi e le attività dell’ultimo giorno del Festival, durante il quale i fratelli sono onorati. Pranzo in un ristorante locale. Arrivo a Lumbini.

    (Abbiamo scelto di percorrere qualche chilometro in più e pernottare a Lumbini per due motivi principali: ci sono strutture alberghiere migliori rispetto ad altre cittadine e poi ci troviamo già il giorno dopo vicino ai luoghi da visitare). Cena e pernottamento in hotel.

     

    Giornata dedicata alla visita del sito sacro di Lumbini. Dopo aver fatto colazione, visita al 'Tempio di Maya Devi' che segna il punto esatto in cui la regina Maya Devi di Kapilavastu ha dato alla luce Siddharta Gautam. Intorno al tempio c'è un giardino sacro con la colonna di Ashoka e i resti delle fondamenta di decine di antichi stupa e monasteri del 6° - 3° secolo a.C.

    Molti monasteri che fanno parte del patrimonio culturale dell'UNESCO, sparsi su entrambi i lati del canale, sono interessanti e ci vuole molto tempo per vederli tutti, ma ne visitiamo alcuni ideali come il Nepal Gompa, il monastero di Gautami, il monastero tedesco, il monastero cinese, il monastero cambogiano, il Tempio d'Oro di Myanmar e il monastero thailandese, possono essere più interessanti a seconda del tempo e delle preferenze degli ospiti. Pranzo in hotel. Visita lo stupa bianco giapponese 'World Peace Pagoda' accanto all'hotel.

    Cena e pernottamento in albergo.

     

    Dopo aver fatto colazione, partenza per Chitwan, uno dei più importanti Parchi nazionali di tutta l'area del Terai, habitat naturale del leggendario Rinoceronte Bianco Unicorno.

    Dopo pranzo, primo approccio con la natura rigogliosa del parco e primo jeep safari. Potremo vedere branchi di cervi di palude, cervi maculati e coccodrilli gaviali. Con un di fortuna anche i rinoceronti. Programma serale di cultura della tribù Chitaunia Tharu.

    Cena e pernottamento in hotel.

     

    La mattina secondo jeep safari alla ricerca dei rinoceronti bianchi unicorni, pranzo in hotel, poi si va in canoa per una sessione di birdwatching lungo il fiume, dentro scenografie degne di un film di Sandokan, tra coccodrilli e molte specie di uccelli.

    Cena e pernottamento in hotel.

     

    Dopo colazione si raggiunge l'aeroporto di Bharatpur per il volo su Kathmandu. Visite a Thamel, la città turistica famosa per la grande varietà di arte, artigianato, abbigliamento e cucina nepalese. Pranzo in ristorante e tempo libero per lo shopping. Trasferimento in Hotel. Cena e pernottamento.

     

    A una quindicina di chilometri da Kathmandu si trova la città di Bhaktapur, detta anche Bhatghaon, la “città dei devoti”, antica capitale di uno dei regni della vallata. Qui si respira proprio l’aria di un tempo, perché a differenza di Kathmandu, i mezzi non possono circolare nella città vecchia che si percorre, quindi solo a piedi, e la maggior parte degli edifici sono meravigliosi esempi di architettura newari. E’ sicuramente uno dei luoghi più interessanti del Nepal, dove sembra di tornare all’epoca medioevale. Sembra che sia stata fondata nel IX secolo dal leggendario re Ananda Malla e fu capitale della valle dal XIV al XVI secolo. Gli edifici da visitare sono veramente tanti e dopo una spiegazione generale, sarà lasciato del tempo libero a tutti, affinché ognuno possa assaporarne l’atmosfera. Dopo la visita di Bhaktapur, ci dirigiamo verso Patan che si trova a 5 km dalla capitale. Il suo altro nome, Lalitpur, vuol dire “città della bellezza”.  Ed ebbe un ruolo importante nel corso dei secoli, già quando la valle era divisa in tantissimi regni feudali. Nel 1372 venne conquistata da un re della dinastia Malla di nome Jayasthiti che, dopo dieci anni unificò la valle portando la capitale a Bhaktapur. Fu proprio durante il regno dei malla che furono costruiti i bellissimi templi che tuttora si possono ammirare. Situata sull’altra riva del fiume Bagmati è una città prevalentemente buddhista. Rientro a Kathmandu. Se possibile, tempo libero per lo shopping.

    Cena e pernottamento in hotel.

     

    Partenza per Italia. Arrivo previsto in serata.

     


     

     

     

     

    1. Donne Katharia Tharu 2. Abitazione Tharu 3. Donne Dhangaria Tharu

     

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

     L’IMPEGNO PER UN TURISMO SOSTENIBILEPromuoviamo lo sviluppo di una coscienza sostenibile da sempre. Da molto prima che la parola sostenibilità diventasse tendenza. Favorire un turismo che non consuma, sfiora e valorizza ciò che incontra. Visitare i luoghi cercando di lasciare tracce minime del proprio passaggio sono tra i primi punti della nostra “Carta Etica del Viaggio e del Viaggiatore”, documento redatto nel 2006 e consegnato a tutti i viaggiatori prima della partenza, in cui - CONTINUA -

    NATIONAL GEOGRAPHIC DIFFERENCE

    • Unico operatore italiano a proporre un viaggio in una delle zone meno turistiche del Nepal, il Terai del sud ovest, ricco di etnie dai costumi variopinti.
    • Ad accompagnare il gruppo è presente un Fotografo Professionista

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