PATAGONIA, CARRETERA AUSTRAL E RUTA 40

ARGENTINA CILE

icona orologio 17 GIORNI
minimo 8 massimo 12 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2018

  • Dal   22  dicembre    al   7  gennaio  
  • 2019

  • Dal   19  gennaio    al   4  febbraio  
  • Dal   15  febbraio    al   3  marzo  
  • Dal   2  novembre    al   18  novembre  
  • Dal   21  dicembre    al   6  gennaio  
Sistemazioni
Land Expeditions - Viaggi con Esperto

Un viaggio on the road nel Cono Sur, quella parte dell’America del Sud che sta sotto il Tropico del Capricorno. Tra Argentina e Cile, lungo due strade leggendarie: la Carretera Austral e la Ruta 40. Per visitare i più bei parchi nazionali e vedere il contrasto tra le immense steppe argentine e le verdi foreste cilene. Grandi classici, ma anche alcune sorprese: il Parco Nazionale Queulat e il Parco Torres del Paine, in Cile; il Parco Nazionale Los Alerces e il Parco Nazionale Perito - continua -

A PARTIRE DA: 5.600 €


ITINERARIO

Partenza da Roma per Buenos Aires con volo di linea Aerolineas Argentinas. Cena e pernottamento a bordo.

Arrivo al mattino presto nella capitale argentina, accoglienza da parte della nostra guida, e trasferimento in hotel (stanza immediatamente disponibile). Tempo a disposizione per rilassarsi dopo il lungo volo. Pranzo libero. Il pomeriggio è dedicato al tour panoramico della città, con sosta ai luoghi di maggior interesse (la partenza per la visita è prevista dall’hotel alle 14.00; l’orario è soggetto a riconferma sul posto).

Buenos Aires fu fondata per la prima volta nel 1536, quando vi giunse l’esploratore spagnolo Pedro de Mendoza con i suoi battelli e stabilì un accampamento lungo il Rio de la Plata. Nel 1580 l'esploratore spagnolo Juan de Garay fondò una seconda e definitiva volta la città col nome di Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires. La città fu battezzata con questo nome in onore della Madonna di Bonaria di Cagliari, in Sardegna. Dalla sua fondazione fino al 1700 Buenos Aires subì diversi attacchi da parte di pirati inglesi, francesi e danesi. Progressivamente acquisì maggior prestigio all'interno dell'America spagnola tanto da diventare, nel 1776, capitale del Vicereame del Rio de la Plata.

Nel 1800 gli inglesi tentarono di impadronirsi ripetutamente della città, ma senza successo. Buenos Aires cambia completamente nella seconda metà del XIX secolo con l'arrivo di una massiccia immigrazione, soprattutto spagnola e italiana, ma anche tedesca, polacca, russa e mediorientale, favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e dalle politiche del governo argentino, volte a favorire l'ingresso di nuova manodopera.

L'immigrazione italiana fu la prima ad arrivare in modo massiccio. Nel 1887 gli italiani costituivano il 60% dell'immigrazione totale, per poi ridursi percentualmente con l'aumentare della immigrazione spagnola.

Sul fronte interno, lo sviluppo del grande porto di Buenos Aires e il predominio economico corrispondente hanno provocato un periodo di scontri civili. La separazione definitiva tra la città di Buenos Aires e la provincia è avvenuta nel 1880, quando la città è stata dichiarata "capitale federale" della nazione.

Il XX secolo ha visto il consolidarsi dell'immigrazione europea che, con la seconda e la terza generazione, fa ormai parte della classe dirigente. Buenos Aires cresce con le caratteristiche di una grande metropoli. La seconda immigrazione, verificatasi nella seconda metà del secolo, vede arrivare sulla scena argentina persone provenienti da altri paesi del Sud America e dell'Asia. L'accoglienza sociale di queste nuove minoranze etniche è però diversa e le comunità in questione faticano a inserirsi nel tessuto sociale argentino.

Oggi attorno alla città gravita quasi la metà della popolazione argentina. L'area metropolitana di Buenos Aires conta infatti circa 14 milioni di abitanti ed è la seconda più grande metropoli dell’emisfero sud dopo San Paolo in Brasile.

Il centro della città è Plaza de Mayo, nucleo dell’insediamento originale, risalente al 1580, dove si trovano la Casa Rosada (il Palazzo Presidenziale), la Cattedrale Metropolitana e il Museo del Cabildo. L’Avenida Florida, collega Plaza de Mayo con Plaza Jose de San Martin ed è una delle passeggiate più popolari essendo completamente pedonabile, piena di negozi e di ristoranti.

Plaza Jose de San Martin è il cuore verde di Buenos Aires. Vi si trovano, oltre a bei palazzi, il monumento al generale San Martin, che realizzò l'indipendenza argentina e successivamente combatté per quelle del Perù e del Cile.  Nell’adiacente piazza si innalza la Torre Monumentale o degli Inglesi, chiamata così perché donata dai britannici nel 1909 in occasione del centenario della Rivoluzione di Maggio.

L’obelisco, uno dei monumenti principali della capitale, sorge nella Plaza de la República, all'intersezione fra Avenida Corrientes e Avenida 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. Qui si riuniscono tutte le linee della metropolitana cittadina. Poco distante, sull’Avenida 9 de Julio (l’arteria più larga di Buenos Aires, con il traffico che ne consegue), si può osservare l’elegante e monumentale facciata del Teatro Colòn, che occupa un intero isolato.

San Telmo è il quartiere più antico di Buenos Aires, facilmente raggiungibile a piedi da Plaza de Mayo percorrendo l’Avenida Defensa. E’ caratterizzato da vie strette, strade acciottolate, bassi edifici in stile coloniale e innumerevoli negozi di antiquariato che gli conferiscono un fascino un po’ retrò. Alla fine del XIX secolo, a causa dell’epidemia di febbre gialla che colpì la città, i membri più abbienti della società si trasferirono nel vicino quartiere della Recoleta (ancora oggi importante quartiere residenziale di classe), e a San Telmo le antiche ville (conventillos) furono convertite in case popolari per i più disagiati. Oggi il quartiere attira sempre più artisti, bohemien, giovani studenti, rendendolo un luogo caratteristico. Proseguendo lungo la Avenida Defensa si lascia alle spalle San Telmo e si entra nel vivace e popolare quartiere della Boca, così chiamato perché è nato intorno al porto ormai non più attivo, che si trova all'imboccatura (boca) della confluenza del Riachuelo con il Rio de la Plata.

Il cuore della Boca è il Caminito, con le sue caratteristiche case colorate. La zona si sviluppò soprattutto grazie agli immigranti genovesi che gli conferirono l'aspetto attuale. Le case venivano intatti dipinte con le rimanenze di vernice usata per le chiatte da trasporto merci che transitavano nel Riachuelo e negli anni questo è diventato un motivo di attrazione per i turisti.

Ristoranti con tavoli all’aperto, spettacoli di tango in strada e negozietti vari completano il vivace quadretto. La Boca è anche la sede di una delle squadre di calcio più famose al mondo, il Boca Juniors, e dello celebre stadio La Bombonera, Al termine delle visite rientro in hotel. Cena libera e pernottamento in hotel.

 

Sveglia molto presto al mattino e trasferimento in aeroporto per il volo di linea per Trelew (09.20/11.20, orario soggetto a riconferma in loco), dal gallese “tre”, che significa villaggio e “lew”, diminutivo di Lewis, fondatore di Trelew e capo della colonia di gallesi che colonizzarono la valle del fiume Chubut. Incontro con l’accompagnatore residente in loco che ci guiderà fino al Calafate.

Inizia qui il nostro percorso via terra che ci porterà alla scoperta della Patagonia. Delimitata geograficamente a ovest e a sud dalle Ande, e ad est da plateau e bassipiani, è una regione di ampie pianure steppiche, alle quali si susseguono altopiani che raggiungono oltre i 1000 metri di quota, caratterizzati da un'enorme distesa sassosa ricoperta da una vegetazione prevalentemente erbacea ed arbustiva. Verso le Ande la steppa cede il posto a formazioni rocciose caratterizzate da porfido, granito e lave basaltiche, la vita animale diventa più abbondante e la vegetazione più lussureggiante, con boschi di faggi e conifere.

Trelew, che è sorta nella verde valle scavata dal fiume Chubut, è la sede dell’aeroporto più vicino per raggiungere Punta Tombo e la Penisola Valdes, le nostre mete di oggi e domani.

Partenza in pulmino per l’escursione alla pinguinera di Punta Tombo, dove si trova una nutrita colonia di pinguini, detti di Magellano. Quando arriva la primavera australe, in questo promontorio situato a 125 km a sud di Trelew, il pinguino di Magellano giunge al suo appuntamento annuale. Dopo un lunghissimo viaggio tocca terra per fare il suo nido. Da metà settembre a metà aprile si radunano più di un milione di esemplari e la zona diventa così la colonia di pinguini (pinguinera) più grande del mondo. Nel pomeriggio trasferimento a Puerto Madryn per il pernottamento in hotel. Puerto Madryn si trova a circa 65 km a nord di Trelew ed è la base di partenza ideale da cui effettuare la visita della Penisola Valdes che faremo domani. Pensione completa.

 

Dal 1999 la Penisola Valdes è sotto la tutela dell’Unesco per preservare il suo ecosistema unico al mondo. Si tratta di un territorio pianeggiante che si inoltra nell'Oceano Atlantico e costituisce una delle più importanti riserve di fauna marina e avicola al mondo. Data la sua estensione, ci vuole una giornata per visitarla e conoscere alcuni punti importanti per l’osservazione della fauna selvatica.

Scarsamente abitata dagli uomini, questa terra arida dove si fonde il blu del cielo con il blu intenso delle sue acque, è territorio di guanachi, nandù e una grande varietà di specie di uccelli marini. Sulle sue coste frastagliate, a strapiombo sul mare, trovano rifugio molte specie di uccelli che giungono qui per svernare, attirati dal clima particolarmente favorevole alla riproduzione. Una delle maggiori attrattive di questo santuario naturale è la Balena Franca Australe, che arriva ogni anno nel mese di giugno e si può osservare fino a inizio dicembre; in questo periodo è possibile effettuare un’escursione facoltativa in barca per ammirare le balene da vicino. Ma non è la sola.

Qui vive e continua a prosperare l’unica e imponente colonia continentale di Mirounga Leonina, meglio conosciuti come elefanti marini, per la caratteristica proboscide del maschio. L’epoca di arrivo di questi mammiferi comincia nel mese di luglio e da ottobre fino a gennaio è il periodo di maggior concentrazione, circa 1300 esemplari su tutta la penisola.

Avremo modo di osservarli a Punta Delgada, mentre a Punta Norte vedremo una lòberia, ossia una colonia di leoni marini. Durante i trasferimenti, con un po’ di fortuna, potremo osservare anche altri animali come guanachi, nandù (struzzo sudamericano), volpi, armadilli e lepri patagoniche.

Pranzo a Puerto Piramides, l’unico centro abitato della Penisola Valdes.

In serata rientro in hotel a Puerto Madryn. Cena e pernottamento.

 

Lasciamo la costa atlantica per addentrarci nell’entroterra e puntare verso il Cile, attraverso le pianure patagoniche, fino a raggiungere Esquel, ai margini del bellissimo Parco Nazionale Los Alerces. Siamo in uno degli scenari più affascinanti di tutta l’Argentina, una regione con una fitta vegetazione a causa del contributo costante delle piogge.

Si tratta di 263.000 ettari protetti dal 1937 con l’obiettivo primario di salvaguardare la specie arborea che gli dà il nome, l’alerce (Fitzroya cupressoides), una varietà di conifera d’alto fusto che attecchisce nelle foreste temperate umide della Patagonia. Il parco infatti custodisce alberi di una bellezza straordinaria; alcuni esemplari contano oltre 3.000 anni di età e raggiungono i 60 metri d’altezza.

A seconda dell’orario di arrivo, vedremo se riusciremo a fare la visita del parco oggi, altrimenti verrà fatta la mattina del giorno successivo.

Pernottamento in hotel a Esquel. Pranzo al sacco e cena in hotel.

 

Si parte lungo la Carretera Austral, voluta nel 1976 dal Generale Augusto Pinochet per controllare il territorio del Cile meridionale, altrimenti accessibile solo per vie d’acqua.

La Carretera Austal collega Puerto Montt a Villa O’Higgins attraverso 1.350 km di strada prevalentemente sterrata che hanno conosciuto negli ultimi anni una progressiva, inesorabile asfaltatura. Ciononostante è ancora oggi una delle strade più spettacolari al mondo; il suo fascino intramontabile sta nell’ispirazione geopolitica che l’ha fatta nascere, nella sua storia umana recente, ma soprattutto nella bellezza dei paesaggi in cui s’insinua.

Dopo aver attraversato la selva valdiviana, ci inoltriamo lungo i fiordi scoscesi del Parco Nazionale Queulat, tra ghiacciai, fiumi impetuosi e alte vette vulcaniche. Pernottamento in hotel a La Junta. Pensione completa.

 

Visita del Parco Nazionale Queulat, in un paesaggio intagliato e dominato dall’acqua. I laghi sottili giacciono fra le pareti ripide della montagna come pietre preziose nascoste, tra l’acqua bianca dei fiumi impetuosi, i canyons del parco e foreste di sempreverdi.

Queulat, per sua fortuna, è meno frequentato di altri parchi più conosciuti del Cile, nonostante alcune meraviglie naturali, come il “Ventisquero Colgante” o ghiacciaio appeso, una delle maggiori attrazioni naturalistiche del Cile.

Si riparte quindi per Coyhaique. Nel corso del trasferimento sosta al villaggio di Puerto Puyuhuapi, adagiato su uno dei più bei fiordi cileni, celebre per la caratteristica architettura e per i bagni termali dove avremo modo di fermarci per un bagno ristoratore (entrata alle terme facoltativa, a pagamento). Nel pomeriggio si prosegue attraverso la selva valdiviana. Pranzo al sacco e cena in hotel. Pernottamento in hotel a Coyhaique.

 

Dal Cile rientriamo in Argentina con una lunga tappa molto spettacolare superando il Passo La Llave e costeggiando per gran parte del percorso il secondo lago più grande del Sudamerica, il Lago General Carrera. Arrivo a Los Antiguos, ubicato sulle rive meridionali del lago che dal lato argentino si chiama Lago Buenos Aires. Pranzo al sacco. Cena e pernottamento in hotel a Los Antiguos.

 

Partenza al mattino molto presto. Finalmente oggi imbocchiamo un’altra mitica strada, la Ruta Nacional 40, la strada più lunga e spettacolare d’Argentina.

La RN 40, creata nel 1935, unisce 3 regioni e 11 province del paese, dall’estremo nord fino al “finis terrae” del sud, come una gigantesca colonna vertebrale lunga più di 5.000 km. In parte su asfalto e in gran parte su graniglia, dopo esserci lasciati alle spalle la cittadina di Perito Moreno, raggiungiamo la valle del Rio Pinturas, dove ci fermeremo per visitare la “Cueva de las Manos Pintadas”. Considerata la Cappella Sistina dell'arte preistorica di queste latitudini, la grotta si trova nello stupendo canyon creato dal Rio Pinturas, all’interno del Parco Nazionale Perito Moreno (da non confondersi con il più noto ghiacciaio omonimo). Qui centinaia di impronte di mani in negativo, riprodotte in moltissimi colori, si sovrappongono le une alle altre. Secondo gli studiosi le pitture corrispondono a diversi periodi o stili differenti: il più antico risale a circa diecimila anni fa e si caratterizza per le scene di caccia nelle quali si vedono gruppi di cacciatori che inseguono greggi di guanachi nei colori rosso, viola e ocra. Nel secondo gruppo stilistico, datato tra i cinque e i settemila anni fa, il tema centrale sono gruppi di guanachi più statici. Si vedono rappresentati con i cuccioli e la figura umana non è vincolata agli animali, bensì è disegnata di fronte, stilizzata, con gambe corte e un solo braccio. Queste stupende pitture, considerate le più antiche del Sudamerica, furono eseguite molto probabilmente da cacciatori paleolitici che arrivarono dall'Europa attraverso lo stretto di Bering. Pranzo al sacco. Arrivo al villaggio di Lago Posadas nel tardo pomeriggio. Cena e pernottamento in hotel.

 

Dopo la prima colazione, assieme al nostro accompagnatore, partiamo per un’escursione di circa 3/4 ore dedicata all’esplorazione del canyon del fiume Oro. Il trekking, facile e alla portata di tutti, ci porterà fra grandi muraglie di pietra a una veduta maestosa del lato nord del Cerro San Lorenzo (3.706 mt). Torniamo al Lago Posadas dove noteremo il contrasto, tutto particolare, fra le acque azzurre del Lago Posadas e le acque verdi del Lago Pueyrredon, separati fra di loro da appena 100 metri di terra. Chi non volesse seguirci nel trekking proposto potrà trascorrere la giornata rilassandosi o facendo delle passeggiate nei dintorni a piacere.

A pranzo oggi gusteremo un tipico “asado”, la rinomata carne grigliata argentina. Cena e pernottamento.

 

Oggi ci attende una lunga tappa verso sud, sempre seguendo la Ruta 40.

Ci dirigiamo verso la zona dei grandi ghiacciai, attraverso un paesaggio caratterizzato dalle sterminate distese di cespugli tipici della pampa patagonica, dove potremo osservare diversi uccelli e la tipica fauna.

Sullo sfondo ci invita ad avanzare lo spettacolo maestoso della cordigliera andina da cui svettano il Cerro Torre e il Fitz Roy. Arrivo nel pomeriggio a El Chaltén, piccolo villaggio ai piedi di queste due cime colossali. Oggi El Chaltén è conosciuto come la capitale nazionale del trekking grazie alla grande quantità di sentieri, che si snodano in mezzo a scenari spettacolari, che offre agli amanti di questa disciplina. Pranzo al sacco lungo la strada. Cena e pernottamento in hotel.

 

Un facile trekking di circa 3 ore (andata e ritorno) ci conduce al Mirador del Fitz Roy (o Cerro Chaltén), di fronte alla famosa e spettacolare montagna, meta ambita da tutti gli scalatori. Tra le ardue vette della terra questa montagna non è tra le più alte, ma certamente fra le più temibili. Battuta da piogge e venti della pampa, irta di guglie ribelli e di torrioni ghiacciati, ha sempre ispirato agli uomini un riverente senso di terrore.

Nel pomeriggio effettueremo un’escursione con il nostro pulmino allo scenografico Lago del Desierto, passando per il Glaciar Los Huemules.

Il percorso, attraverso un paesaggio mutevole e spettacolare, è di circa 37 km su strada in gran parte sterrata e nelle giornate limpide è possibile ammirare il Cerro Torre e il Cerro Fitz Roy da diverse angolazioni.

Il Lago del Desierto, che si trova nelle immediate vicinanze del confine con il Cile, è attorniato da bei boschi di ñires e lengas che incorniciano le cime e le vallate circostanti. L’escursione offre belle vedute d’insieme sulla Valle del Rio de las Vuelta e in particolare sul Monte Fitz Roy.

Per i camminatori più allenati, è possibile in alternativa trascorrere la giornata effettuando un trekking di circa 7 ore (andata e ritorno) alla Laguna Torre, da dove, complice una giornata limpida, si possono ammirare da vicino le pareti verticali di granito e la cima del Cerro Torre (3.128 metri), conquistata per la prima volta dal celebre alpinista italiano Cesare Maestri.

L’accompagnatore è a disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie in merito alle possibili escursioni. Pranzo al sacco, cena e pernottamento in hotel.

 

Un’altra giornata intensa, ma appagante ci attende. Partenza presto al mattino in direzione del territorio cileno, fino a raggiungere il Parco Nazionale Torres del Paine. Costeggiando i laghi Viedma e Argentino continuiamo ad avanzare verso sud. I laghi si aprono tra alte montagne, piccole vallate, fiordi che si insinuano tra foreste e ghiacciai e baie piene di fascino.

Successivamente la strada scorre su colline ed estese pampas, in un susseguirsi di paesaggi affascinanti e luoghi incantevoli.

Entriamo quindi nella più spettacolare “Riserva della Biosfera Mondiale", il Parco Nazionale Torres del Paine. Protetti dalla variegata vegetazione dove predominano l’erica e i licheni, qui coesistono le più disparate specie animali, tra cui puma e volpi, difficili da osservare, mentre è facile incontrare gruppi di guanachi. Il Lago Nordenskjold, dalle acque color smeraldo, lambisce la base delle colline ed è la sorgente delle spettacolari e roboanti acque del Salto Grande, che precipita verso il Lago Pehoe. La scena è racchiusa e dominata dalle tre maestose torri che formano il gruppo del Paine, enormi monoliti di granito erosi dal ghiaccio, dall’acqua e dai venti, le cui cime sono spesso incappucciate dalle nuvole. Pranzo al sacco in corso di viaggio, cena e pernottamento in hotel.

 

Dopo la prima colazione continuiamo a esplorare il parco con il nostro pulmino.

Sosta al bel Salto Chico e alla Laguna Amarga, nelle cui acque, durante le giornate nitide, si riflettono le Torri del Paine.

Lasciato il parco, proseguiamo in direzione di Puerto Natales, cittadina adagiata sulle sponde del Fiordo Ultima Esperanza, con sosta alla Cueva del Milodon dove, nel 1895, vennero scoperti i resti di un gigantesco bradipo, detto milodonte. Sosta a Puerto Natales per il pranzo. Nel pomeriggio lasciamo il Cile e rientriamo in Argentina per raggiungere El Calafate, la tappa finale della nostra giornata e del nostro viaggio tra la Patagonia argentina e la Patagonia cilena. Cena e pernottamento in hotel.

 

Dopo tanti chilometri, lasciamo la prima parte della giornata a disposizione per attività individuali o relax. Suggeriamo di effettuare, se le condizioni meteorologiche lo permettono, un’escursione facoltativa in barca sul Lago Argentino, lungo il Brazo Norte, per la visita al vasto fronte dei ghiacciai Upsala e Spegazzini, il più alto ghiacciaio all’interno del Parco Nazionale. L’escursione è resa suggestiva dagli iceberg in mezzo a cui si naviga (normalmente ci s’imbarca alle 08.30 e si sbarca alle 14.00). Il Lago Argentino è il terzo lago sudamericano per dimensioni dopo il Titicaca e il Buenos Aires, con una superficie complessiva di circa 1.560 chilometri quadrati. La navigazione nel Brazo Norte è particolarmente avventurosa e affascinante perché s'incontrano imponenti iceberg galleggianti alla deriva di un azzurro incredibile, oltre a panorami inusuali e di rara bellezza. Pranzo al sacco.

Nel pomeriggio ci attende l’appuntamento forse più atteso di tutto il viaggio, la visita al gigante di ghiaccio, il Ghiacciaio Perito Moreno.

Lasciato il pulmino nel parcheggio all’ingresso del Parque Nacional Los Glaciares, ci si incammina sulle passerelle, disposte su tre livelli, da cui si può godere degli splendidi panorami del Ghiacciaio Perito Moreno.

Per le sue caratteristiche estetiche e naturali uniche al mondo, fu incorporato nel 1981 nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità dall'UNESCO.

Dal “hielo continental”, l'immensa massa di ghiaccio della calotta della cordigliera delle Ande, si distaccano 47 formazioni glaciali fra le quali figurano i ghiacciai Viedma, Upsala, Onelli e il celeberrimo Perito Moreno, che costituisce il motivo principale della nostra visita.

La sua particolarità è di essere un ghiacciaio in movimento e uno dei pochi esistenti sulla terra che avanza e non retrocede come avviene per la maggior parte di essi. Situato fra il Brazo Rico e il Canal de los Tempanos, ha un fronte di 5 chilometri e un'altezza di 60 metri sopra il livello dell'acqua del braccio meridionale del Lago Argentino.

Dal centro servizi all’interno del parco dove si trovano il bar, self service, e i bagni, iniziano le passerelle, la cui mappa è visibile all’ingresso, che consentono una bella camminata davanti al ghiacciaio. Ampie terrazze con panchine sono ottimi punti per osservare gli enormi blocchi di ghiaccio e le altissime pareti di mille tonalità di azzurro. In un’ora circa di cammino si completano tutte le passerelle, che permettono di vedere il fronte da diverse angolature.

La vista è impressionante e il rumore provocato dallo stridere delle masse di ghiaccio e, a volte, da improvvise rotture, regala la sensazione di essere di fronte a un gigante vivo e sarà uno dei ricordi più emozionanti che porteremo con noi. Cena libera e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione. La prima parte della mattina è a disposizione per acquisti o relax. A seguire trasferimento in aeroporto dove salutiamo il nostro accompagnatore e c’imbarchiamo sul volo per Buenos Aires (13.05/17.35, orario soggetto a riconferma in loco. Questo volo effettua uno scalo tecnico a Bariloche, ma è l’unico che atterra all’aeroporto internazionale di Buenos Aires permettendo la connessione con il volo in partenza in serata per Roma).

All’arrivo, connessione con il volo in partenza per Roma alle 22.45. Pasti liberi. Pernottamento a bordo.

 

Arrivo a Roma.

 


 

 

 

  1. Caminito, Buenos Aires    2. Cueva de las Manos Pintadas
  1. Guanaco, Parco delle Torri del Paine

 

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

CARATTERISTICHE DEL VIAGGIO Privilegiamo il pulmino privato per godere della massima libertà e avvicinarci a luoghi al di fuori delle rotte turistiche, altrimenti irraggiungibili.La durata di 17 giorni è congrua per effettuare il viaggio nel modo che riteniamo più opportuno. I trasferimenti, a volte lunghi su strade di graniglia, non vanno intesi come l’inevitabile prezzo da pagare per raggiungere un luogo: mai come in questo caso costituiscono l’essenza stessa del viaggio. Spaziare - CONTINUA -

NATIONAL GEOGRAPHIC DIFFERENCE

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • Si viaggia a bordo di un comodo pulmino privato, guidati da un accompagnatore locale di origine italiana
  • Per la realizzazione dell’itinerario, organizzato esclusivamente per Kel 12, ci si affida da sempre a una piccola impresa familiare che ha sede a Trelew e che si occupa di viaggi in Patagonia dal 1993

 

ESPERTI

  

UMBERTO SALVAGNINI

  • Dal 22  dicembre  2018 al 7  gennaio  2019
  • Dal 19  gennaio  2019 al 4  febbraio  2019
  • Dal 15  febbraio  2019 al 3  marzo  2019
  • Dal 2  novembre  2019 al 18  novembre  2019
  • Dal 21  dicembre  2019 al 6  gennaio  2020

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