RITMI CARAIBICI E IL CARNEVALE DI BARRANQUILLA

COLOMBIA

icona orologio 15 GIORNI
minimo 10 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2019

  • Dal   23  febbraio    al   9  marzo  
Sistemazioni
Land Expeditions - Viaggi con Esperto

VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

Bogotà, con La Candelaria e i suoi gioielli coloniali. E Popayan, soprannominata la Ciudad Blanca. Senza dimenticare i resti delle antiche civiltà nel Parco Archeologico di San Agustín. E Aracataca, nell’immaginario collettivo la Macondo di Cent’anni di solitudine. Città uniche, dove le facciate color pastello dei palazzi fanno da contrasto ai cornicioni bianchi. E i monasteri e le chiese testimoniano l’eredità dei conquistadores spagnoli. Un - continua -

A PARTIRE DA: 4.550 €


ITINERARIO

Partenza da Milano/Roma con volo di linea via Madrid. Arrivo nel tardo pomeriggio a Bogotá. Disbrigo delle formalità doganali, incontro con la guida parlante italiano e trasferimento privato in hotel.

Cena libera e pernottamento all’Hotel EK 5* o similare.

 

Dopo la colazione andiamo alla scoperta di Bogotá.

Situata a 2.600 metri sul livello del mare su un vasto altopiano delle Ande, ha una popolazione di oltre otto milioni di persone provenienti da tutto il mondo, per questo motivo è la città che più di tutte riflette le diversità culturali dell’intero Paese.

È il centro culturale più importante della Colombia, dichiarata Capitale Mondiale del Libro dall'Unesco e Capitale Iberoamericana della Cultura.

Bogotá è diventata una delle città più importanti del continente; moderna ma con un interessante centro coloniale, con grandi spazi pubblici verdi, mostre d’arte, musei religiosi, scientifici, tecnologici e molti spazi interattivi.

Saliamo con la cabinovia o la funicolare ai 3152 metri del Cerro de Monserrate per godere del bellissimo panorama sulla città.

Visitiamo il quartiere coloniale de La Candelaria con i suoi edifici storici, fra cui la magnifica Iglesia de Santa Clara, ora museo. Non mancheremo anche di notare diversi murales, un’arte di strada diffusa in Colombia.

Pranzo in ristorante locale.

Dedichiamo il pomeriggio al Museo del Oro che custodisce la più importante collezione di gioielli preispanici a livello mondiale, e al Museo Botero, che, oltre alle opere di Fernando Botero, ospita i quadri di pittori del calibro di Salvador Dalí e Pablo Picasso.

Cena e pernottamento in hotel.

 

Dopo la prima colazione, partenza per Zipaquirà, a 50 chilometri a nord della capitale percorribili in un’ora circa, per visitare la Cattedrale di Sale.

Ricavata all'interno delle miniere di sale di Zipaquirá, è uno dei santuari cattolici più celebri del Paese e una delle meraviglie della Colombia.

Situata a 190 metri sotto terra, è unaffascinante opera ingegneristica unica al mondo; la prima cattedrale fu costruita tra il 1950 e il 1955, mentre quella più moderna, scavata 60 metri più in profondità, fu inaugurata nel 1995.

Pranzo libero.

A serguire trasferimento all’aeroporto di Bogotá e partenza con il volo per Popayan (16.27/18.06, orario soggetto a riconferma).

All’arrivo trasferimento in hotel. Sistemazione, cena e pernottamento all’Hotel Dann Monasterio 4* o similare.

 

Partenza di prima mattina dopo la colazione.

Ci aspetta una giornata intensa. Prima tappa è Silvia, distante 57 chilometri e raggiungibile in circa un’ora e mezza di percorso attraverso una vegetazione montana e piantagioni di caffè.

È un villaggio incastonato in una valle a 2600 metri d’altitudine, diventato famoso per il suo mercato del martedì, ancora trascurato dal turismo. Si trova al centro della regione degli indios Guambiano, uno dei gruppi etnici tra i più tradizionali del Paese, che raggiungono il mercato per vendere prodotti della terra e artigianato (borse, collane e tessuti colorati sono tra le merci più interessanti). Sono vestiti con abiti tradizionali: bombetta in testa, gonna unisex e poncho blu annodato sulle spalle. Le donne adornano il collo con collane bianche. Pranzo libero.

Dopo aver gironzolato tra le bancarelle, riprendiamo la strada per rientrare a Popayan, conosciuta come la “Ciudad Blanca” per tutte le facciate degli edifici color bianco gesso. La sua fondazione risale al 1537 per merito di Sebastiàn de Belalcàzar e, grazie alla sua posizione a metà strada fra Cartagena, al nord, e Quito e Lima, al sud, ebbe un ruolo importante nell’epoca della Colonia.

Di conseguenza, Popayan è una delle città più tradizionali della Colombia e uno dei suoi principali gioielli architettonici.

Agli inizi del XVII secolo venne intrapresa la costruzione di edifici sacri, abitazioni, palazzi e scuole. Purtroppo un terribile terremoto distrusse la città nel 1983 e ci vollero una ventina d'anni per il restauro del patrimonio storico che oggi possiamo di nuovo ammirare in tutta la sua bellezza.

Visitiamo il centro coloniale con il Parque Caldas con la Torre dell’Orologio, l’Iglesia de San Francisco, il Puente del Humilladero e Chiquito.

Rientro in hotel, cena e pernottamento.

 

 

Prima colazione e partenza per San Agustin.

È la prima occasione che abbiamo per percorrere via terra e conoscere un tratto consistente di territorio colombiano. Per arrivare a San Agustin, ci si dirige verso sud attraversando il Parque Nacional Puracé, accompagnati dalla vegetazione d’alta quota tipica del paramo e dalle cime di vulcani che dominano la regione.

Pranzo in ristorante lungo il percorso.

Arrivo nell’area di San Agustin, a circa 1.700 metri di altitudine.

Prima di raggiungere l’hotel, sosta a una finca cafetera dove avremo la possibilità di conoscere tutte le fasi della coltivazione e della produzione del caffè, principale prodotto d’esportazione della Colombia oltre che uno dei migliori al mondo grazie al clima fresco e all’altitudine.

Sistemazione all’Hotel Estorake 3* o similare. Cena in ristorante e pernottamento.

 

Dopo la prima colazione, rapida visita al mercato per poi entrare al Parco Archeologico di San Agustín, testimonianza storica di un patrimonio artistico e culturale tra i più importanti del mondo preispanico sudamericano e per questo inserito tra i luoghi Patrimonio Culturale dell’Umanità dal 1995.

Nella regione montuosa di San Agustín si succedettero durante i secoli varie culture che lasciarono numerose vestigia archeologiche, tra cui statue, pietre scolpite, sarcofagi monolitici e iscrizioni con rappresentazioni umane, animali e di figure fantastiche. Questa cultura è ancora avvolta nel mistero, si sa che praticavano culti complessi, specialmente funerari e avevano una conoscenza avanzata dell’arte della ceramica. Erano agricoltori, con un’economia basata sulla coltivazione del mais e integrata da tuberi, frutta, caccia e pesca. La maggiore concentrazione di statue si trova nel Parco Archeologico di San Agustín, a tre chilometri dal centro abitato. Il parco, che si percorre a piedi, comprende un piccolo museo con statue, ceramiche e utensili, il Bosco delle Statue, i complessi noti come Tavoliere A, B, C e D e la Fonte dei Lavapiedi.

Il Bosco delle Statue è un sentiero dove si possono apprezzare 35 statue di diverse provenienze, dimensioni e stili; alcune sono sculture a carattere funerario, altre sono rappresentazioni di personaggi importanti o divinità.

I Tavolieri sono vaste spianate artificiali utilizzate come abitazioni e necropoli, con impressionanti statue di sciamani e guardiani a protezione delle tombe. La Fonte Cerimoniale dei Lavapiedi, forse la più grande opera di scultura delle culture Agustiniane, comprende un complesso labirinto di canali e incavi decorato con rappresentazioni di serpenti, lucertole e salamandre, nonché volti e forme umane, probabilmente un luogo sacro dedicato a cerimonie religiose e bagni rituali.

Dopo il pranzo in ristorante, visitiamo anche i siti archeologici Alto de los Idolos, una spianata artificiale a ferro di cavallo localizzata a 26 chilometri da San Agustín, e Alto de las Piedras: entrambi sono siti funerari dove si possono osservare vestigia e statue finemente decorate, in uno splendido contesto naturale. Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione e partenza per Popayan.

Oggi è una giornata di trasferimento piuttosto lunga e faticosa.

Facciamo a ritroso la stessa strada fatta in andata per prendere il volo per Barranquilla, che ci porterà a scoprire la “Costa”, la parte e l’anima caraibica del Paese (14.32/16.00 e 17.29/19.02, orario soggetto a riconferma).

All’arrivo trasferimento all’Hotel Crowne Plaza Barranquilla 5* o similare. Pranzo e cena liberi.

 

Prima colazione in hotel. Barranquilla è una grande città commerciale e caotica, che una volta l’anno si scatena in uno sfrenato, gioioso, rumoroso e colorato carnevale, il secondo dell’America Latina dopo quello celeberrimo di Rio.

Un carnevale dove si fondono diverse culture: la musica e le danze delle popolazioni indigene originarie, i ritmi africani portati dagli schiavi e l’influenza della cultura ispanica. “Il carnevale di Barranquilla è la manifestazione folcloristica della cultura popolare del Caribe colombiano, la stessa che alimenta le immagini della mia letteratura”, scrisse Gabriel García Márquez.

Questa festa, proprio per la sua grande varietà e ricchezza culturale, si è guadagnata un doppio riconoscimento, quello di Patrimonio della Nazione e quello di Patrimonio dell'Umanità (Patrimonio oral e intangible de la humanidad), conferiti dall'Unesco.

Assisteremo dal palco allestito per l’occasione alla cerimonia di apertura, la Battalla de Flores, una grande sfilata di carri allegorici, guidata dalla regina del Carnevale, seguita da gruppi folklorici, carri, costumi, danzatori e musicisti. Pranzo con lunch box (non è consentito consumare il lunch box all’interno del palco in quanto qui viene fornito un servizio di ristorazione tipica propria). Nel pomeriggio partenza verso Santa Marta, che raggiungiamo dopo circa 2 ore di viaggio. Cena libera e pernottamento all’Hotel Casa de Leda 4* o similare.

 

NB: a seconda di come verranno chiuse le strade in occasione della manifestazione, si dovranno percorrere 1 o 2 km a piedi per raggiungere il palco.

 

Prima colazione e di primo mattino escursione in autobus con un breve tratto in barca di legno a motore a Playa Cristal, una delle più belle spiagge dei dintorni all’interno del Parco Tayrona.

Ci concediamo qualche ora di meritato relax al mare con pranzo tipico.

Rientro a Santa Marta nel primo pomeriggio per visitare, appena fuori dal centro città, la Quinta de San Pedro Alejandrino. È un antico zuccherificio perfettamente restaurato dove Bolívar morì il 17 dicembre 1830, deluso, solo e prigioniero del labirinto dei suoi ricordi, come scrive Márquez in Il generale nel suo labirinto, il racconto del suo ultimo viaggio.

Oggi vi si trova un museo di arte contemporanea all’interno di un giardino botanico con alberi centenari.

Cena libera e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione e partenza per Santa Cruz de Mompox. Dopo circa due ore di viaggio fra piantagioni di banane e di palme, ci fermiamo nel paesino di Aracataca, la Macondo di Cent’anni di Solitudine dello scrittore Premio Nobel Gabriel García Márquez. Visitiamo la casa-museo fedelmente ricostruita dove Gabo nacque e visse da bambino con i nonni materni, quindi proseguiamo a piedi per gli altri luoghi descritti nel suo romanzo: Plaza de Bolívar, il Camellón de los Almendros, la Casa del Telegrafista, la stazione ferroviaria, la statua di Remedios la Bella e il quartiere dove aveva sede la United Fruit Company. Pranzo in ristorante.

Ripreso il nostro autobus, continuiamo la lunga tappa fino a raggiungere finalmente, dopo circa 6 ore di viaggio, Santa Cruz de Mompox “lejana y sola”.

Sistemazione al Boutique Hotel Bioma o similare, cena libera e pernottamento.

 

Prima colazione e visita a piedi della città con guida locale in spagnolo.

Santa Cruz de Mompox sorge sull’isola d’acqua dolce più grande del Sud America, l’Isla Margarita, situata tra il Rio Magdalena e il Rio Cauca. Mompox è un vero e proprio gioiello architettonico coloniale perfettamente conservato e proclamato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Fondata nel 1540, Mompox ebbe un’importanza strategica durante la dominazione spagnola in quanto centro di scambi commerciali tra Cartagena, sulla costa, e Bogotá, nell’entroterra. Il declino della sua fortuna nei commerci si deve all’erosione e alla sedimentazione che cambiarono il corso del fiume Magdalena. Oggi è una città sospesa nel tempo che con la sua atmosfera atemporale irradia storia, romanticismo e nostalgia da ogni scorcio, specie lungo la Calle Real del Medio, la via principale in cui si concentrano alcuni degli edifici più belli e importanti della città.

Visitiamo la Casa della Cultura e il Museo di Arte Religiosa, le tante chiese fra cui Santo Domingo, San Francisco, San Juan de Dios, San Agustín e Santa Barbara, quest’ultima situata in riva al fiume, con i suoi balconi e la sua torre ottagonale in stile moresco che la rendono unica in Colombia. Le antiche case sono quasi tutte a un piano, con tetti in tegole, portali in pietra, grandi finestre protette da eleganti grate in ferro battuto appoggiate a basamenti ornamentali ognuno diverso. Nella penombra dove il sole non riesce a penetrare la gente chiacchiera tranquilla seduta sulle tradizionali sedie a dondolo in legno. Altri luoghi di grande interesse sono i parchi Bolívar e Santander e il Palazzo di Giustizia e il Vecchio cimitero. Per quanto riguarda l’artigianato, gli orafi di Mompox godono di fama internazionale per i loro delicati gioielli in filigrana d’oro e d’argento. Pranzo in ristorante.

Nel pomeriggio tempo libero per godere in tranquillità il fascino nascosto di questo prezioso angolo dimenticato dal tempo, passeggiare tra le vie della città, rilassarsi in un caffè, tornare in uno dei luoghi che ci hanno particolarmente colpito, fare foto o acquisti…

Sembra davvero di muoversi dentro un racconto di García Márquez, anche se pare che Gabo nei suoi molti viaggi lungo il Rio Magdalena non si sia mai fermato qui. Mompox è certo il luogo che più assomiglia a quel Macondo che tutti abbiamo immaginato e non è un caso che Francesco Rosi abbia girato fra le sue vie molte delle scene di Cronaca di una morte annunciata, la tragica storia di Santiago Nazar che ama, fugge e muore.

Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

 

Dopo la colazione trasferimento con il nostro autobus privato a Cartagena de Indias.

Lungo il percorso sosta a San Basilio de Palenque, a circa 60 km da Cartagena, dove pranziamo. La sosta è giustificata non certo per quello che si vede, nulla di rilveante, ma per il valore storico di questo luogo. È stato il primo insediamento di schiavi del Sud America perché è qui che nel XVII secolo si rifugiarono alcuni neri fuggitivi e da allora la parola Palenque è diventata sinonimo di libertà. Grazie all’isolamento, i loro discendenti hanno conservato intatte le tradizioni culturali africane: musica, riti, danze, pratiche mediche e la lingua stessa, il “criollo palenquero”, una mescolanza di spagnolo e lingue bantu.

San Basilio de Palenque, un villaggio, apparentemente non diverso da molti altri del Caribe, è stato dichiarato dall’Unesco “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità grazie alla sua storia che ci verrà raccontata in loco.

Percorriamo quindi gli ultimi chilometri che ci separano da Cartagena de Indias e ci sistemiamo nel nostro hotel.

Cartagena non è solo un gioiello architettonico coloniale, forse l’angolo più bello dell’America Latina, anch’essa meritatamente iscritta nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità. Ciò che le dona quell’atmosfera rilassata e allegra al tempo stesso è la popolazione gentile e cordiale e la sua vivacità culturale.

Cena all’Hotel Capellan de Getsemani 5* o similare e pernottamento.

 

Dopo la prima colazione, iniziamo con la visita della zona moderna di Cartagena per poi continuare con il centro storico dentro le mura, fra le antiche strade, piazze, chiese e palazzi dai colori pastello.

Cartagena è ricca di cultura, di storia, di fascino e di mistero, un museo a cielo aperto. L'Unesco ha dichiarato più volte il suo amore per questa città definendola una delle più belle del mondo.

È una città da percorrere lentamente, a piedi o in una vecchia carrozza trainata da cavalli, alla luce del giorno e di notte, quando i lampioni illuminano le piazze. Solo così si può apprezzarne tutta la bellezza. Fondata nel 1533 da don Pedro de Heredia, Cartagena ebbe una funzione cruciale come centro commerciale e porto d’imbarco dei tesori della Corona durante la dominazione spagnola. Soffrì costanti assedi che determinarono la sua straordinaria architettura militare, caratterizzata da grosse muraglie, fortini e bastioni. Visitiamo i principali edifici religiosi: la Cattedrale, la chiesa e il chiostro di San Pedro Claver. Nella Plaza de la Aduana si può apprezzare il Palazzo Municipale, sede del Comune, mentre nel settore nord della città si trova la Plaza de las Bòvedas, sotto le cui arcate, oggi occupate da negozietti per turisti, nel passato s’immagazzinarono munizioni e armi e alloggiarono le truppe. Dalla Puerta del Reloy si arriva alla Plaza de los Coches, dove anticamente si svolgeva il mercato degli schiavi. Oltre c’è il quartiere di Getsemani, parte del centro storico, ma ancora più giovane e vivace, con magnifici murales e tanti locali dove ascoltare musica e bere un drink. Per capire bene ciò che fu la Cartagena storica, bisogna percorrerne le strutture difensive che salvarono la città dai numerosi assedi e le conferirono la fama di inespugnabile. Spicca, fra tutte, l’imponente mole di pietra del Castello di San Felipe de Barajas, considerato il capolavoro dell’ingegneria militare spagnola in America, che percorreremo a piedi dopo averlo raggiunto con il nostro minibus.

Dopo il pranzo in ristorante, pomeriggio libero per ritornare nei luoghi più suggestivi o dedicarci agli ultimi acquisti.

L’accompagnatrice, appassionata lettrice di Márquez e laureata in letteratura inglese e iberoamericana, accompagnerà chi lo desiderasse alla scoperta degli angoli della città cari all’autore e di quelli descritti nei due libri che a Cartagena sono ambientati: Dell’amore e di altri demoni, la storia di una marchesina allevata dagli schiavi sullo sfondo di Cartagena nel periodo dell'Inquisizione e il bellissimo L'amore ai tempi del colera. Nell’autobiografia “Vivere per raccontarla” Márquez scrive di Cartagena, sua città di adozione per gran parte della vita: “Mi bastò fare un passo dentro la cinta per vederla in tutta la sua grandezza nella luce malva delle sei del pomeriggio, e non mi fu possibile reprimere la sensazione di essere rinato”. E alla stessa ora anche noi saluteremo la Colombia sorseggiando un aperitivo di fronte all’oceano mentre la brezza serale rinfresca l’aria e il sole si immerge nelle acque scure.

Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione in hotel e trasferimento privato all’aeroporto di Cartagena per il volo per Bogotà. Pasti liberi. Arrivo e connessione con il volo in partenza per Madrid. Pernottamento a bordo.

 

Arrivo in Italia nel pomeriggio.


 

 

 

  1. Sfilata      2. Cartagena     3. Castello di San Felipe, Cartagena

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

 Il viaggio prevede un corposo programma di visite, e trasferimenti talvolta lunghi, su strade non sempre asfaltate. I trasferimenti non vanno intesi come inevitabile fatica per passare da un luogo a un altro, ma come occasione e opportunità per avvicinarsi all’ambiente e alla realtà che ci circonda.  I trasferimenti via terra possono comportare tempi superiori a quelli previsti, in relazione alle specifiche condizioni locali. Per svolgere pienamente il programma sono previste - CONTINUA -

NATIONAL GEOGRAPHIC DIFFERENCE

  • Il viaggio prevede, come tappa, la città di Barranquilla in occasione del famoso Carnevale
  • L'itinerario include quattro luoghi ed eventi dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO: il Carnevale di Barranquilla, l’enclave nera di San Basilio de Palenque, Santa Cruz de Mompox e Cartagena de Indias
  • Il tour è ispirato ai libri di Gabriel García Márquez

ESPERTI

  

ANNA MASPERO

  • Dal 23  febbraio  2019 al 9  marzo  2019

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