VERSO SAMARCANDA 2022 - Kel 12 National Geographic Expeditions
  • VERSO SAMARCANDA 2022

    UZBEKISTAN

  • VERSO SAMARCANDA 2022

    UZBEKISTAN

    icona orologio 8 GIORNI
    minimo 8 massimo 16 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2022

    • Dal   25  marzo    al   1  aprile  
    • Dal   15  aprile    al   22  aprile  
    • Dal   29  aprile    al   6  maggio  
    • Dal   13  maggio    al   20  maggio  
    • Dal   27  maggio    al   3  giugno  
    • Dal   17  giugno    al   24  giugno  
    • Dal   15  luglio    al   22  luglio  
    • Dal   5  agosto    al   12  agosto  
    • Dal   12  agosto    al   19  agosto  
    • Dal   19  agosto    al   26  agosto  
    • Dal   9  settembre    al   16  settembre  
    • Dal   30  settembre    al   7  ottobre  
    • Dal   14  ottobre    al   21  ottobre  
    • Dal   28  ottobre    al   4  novembre  
    • Dal   11  novembre    al   18  novembre  
    Sistemazioni
    Land Expedition with expert

    VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

    C’è Khiva, città carovaniera ancora racchiusa dalle possenti mura d’argilla. E Bukhara, antichissimo centro religioso e culturale. Infine Samarcanda, leggendaria capitale dell’Impero di Tamerlano. Un luogo, questo, così affascinante da far dire ad Alessandro Magno: “Tutto quello che ho udito di Marakanda è vero, tranne il fatto che è più bella di quanto immaginassi”. Tre città entrate nella lista dei Patrimoni UNESCO - continua -

    A PARTIRE DA: 2.200 €


    ITINERARIO

    Partenza in serata dall’aeroporto di Milano Malpensa con volo di linea diretto o via scalo europeo per Tashkent, dove si arriva nella prima mattinata del giorno successivo. Pernottamento a bordo.

     

    All’arrivo in aeroporto, dopo il disbrigo delle pratiche doganali, incontro con il nostro corrispondente e trasferimento privato in hotel per qualche ora di riposo dopo il viaggio. Le camere saranno subito a disposizione per 3-4 ore di riposo prima di iniziare le visite ed è prevista la prima colazione. In tarda mattinata, iniziamo quindi le visite di Tashkent, la città più importante dell’Asia Centrale, nodo commerciale dell’intero Turkestan.

    Oggi conta oltre 2,5 milioni di abitanti e rappresenta la quarta città dell’ex Unione Sovietica dopo Mosca, San Pietroburgo e Kiev.

    Prima del terremoto del 1966 che la rase al suolo, il canale di Ankhor separava la città vecchia (uzbeka) da quella nuova (russa). La prima consisteva in un dedalo di viuzze intorno al Bazar Chorsu, la seconda in ombrosi viali che s'irradiavano dall'odierna piazza Amir Timur. Il terremoto ne ha stravolto la fisionomia che è stata ricostruita dal periodo post sisma ai giorni nostri.

    Tashkent ha il suo centro nella piazza Amir Timur, caratterizzata da una statua di Tamerlano, appunto. Il traffico, pur notevole, è agevolato da una metropolitana che costituisce motivo di vanto per la ricchezza dei decori delle varie stazioni. Avremo modo di visitare una stazione.

    La zona vecchia ha invece il cuore nelle vicinanze del Bazar Chorsu, il mercato locale dei contadini. Sotto la cupola verde, la sua natura non è stata completamente stravolta negli ultimi anni.

    Sulla vicina altura, poco più a sud, a poche centinaia di metri, sta la Madrasa di Kulkedash. Pranzo veloce in corso di visita.

    Il centro religioso ufficiale della repubblica è la Piazza Khast Imam, dove si trovano la Madrasa Barak Khan e la Moschea Tila Shaikh (chiamata anche Moschea Khast Imam) nella cui biblioteca è conservato il Corano di Osman del VII secolo, ritenuto il più antico del mondo.

    Nel tardo pomeriggio trasferimento alla stazione ferroviaria e partenza con il treno veloce “Afrosiab” per Samarcanda in business class.

    Il treno, con standard paragonabili a quelli europei, copre la distanza tra Samarcanda e Tashkent in poco più di due ore, mentre in pullman ci s’impiega circa quattro ore e mezzo. L’impiego del treno ci offre inoltre, in tutta comodità, di mescolarci insieme alla gente del luogo e approcciare a un aspetto della vita reale uzbeka. Durante il tragitto si attraversano ampie coltivazioni di cotone, una delle risorse economiche più importanti per l’Uzbekistan. Cena al sacco a bordo del treno

    All’arrivo, trasferimento privato in hotel e pernottamento. Per chi vorrà, possibilità di prima passeggiate serale in compagnia del tour leader per ammirare Samarcanda di notte.

     

     

    Prima colazione e giornata interamente dedicata alla scoperta di questa città leggendaria.

    Specchio del Mondo, Giardino dell’Anima, Gioiello dell’Islam, Perla dell’Est, Centro dell’Universo: sono alcuni dei nomi dati a questa città su cui aleggia ancora l'atmosfera delle leggende di "Arabian nights". Situata nell’oasi del fiume Zarafshan, nel cuore della regione centroasiatica, Samarcanda è una delle più antiche città del pianeta, con più di 2.500 anni di storia.

    Dalla sua fondazione nel V secolo a.C. la città ha alternato momenti di splendida espansione a secoli di decadenza. Fu sottomessa ai persiani durante il VI secolo e conquistata da Alessandro il Grande che, secondo la leggenda, sposò proprio qui Roxana. In seguito le orde di Gengis Khan ebbero la meglio sulle difese della città, ma fu con Tamerlano che la città assunse gli splendori che la resero famosa, dal momento in cui, nel 1369, la nominò capitale del suo vastissimo impero. Grazie ai suoi capolavori architettonici e archeologici, “la città delle cupole azzurre” è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO.

    Molti monumenti oggi non esistono più, rimangono però diverse costruzioni sontuose che ricordano il suo glorioso passato. Visitiamo il sito archeologico di Afrosiab con le rovine dell’antica Samarcanda, abbandonata all’inizio del XIII secolo, dopo la conquista dei mongoli, l’Osservatorio di Ulugbek e il Gur Emir, l'eterna dimora di Tamerlano, con la cupola blu alta oltre 30 metri. Ultimato nei primi anni del XV secolo, è un insieme non particolarmente imponente come ci si aspetterebbe riguardando un così famoso personaggio. Infatti furono le circostanze a far sì che Tamerlano fosse sepolto qui invece che nella cripta di Shakhrisabz. L’area che protegge oltre alla lapide di Tamerlano anche quelle di figli e nipoti, è all’interno di un edificio caratterizzato da una grande cupola scanalata. La tomba vera e propria del condottiero si trova in una cripta inferiore, come era consuetudine delle sepolture islamiche. Pranzo presso una famiglia locale.

    Il complesso del Registan, che in tagiko significa “luogo sabbioso”, è sicuramente una delle immagini più splendide e celebri di tutta l’Asia. Si tratta di un’immensa piazza, su cui prospetta un grandioso complesso architettonico tardo-medievale di madrase e moschee. Nel XIV secolo il complesso era il centro commerciale della città, con la grande piazza adibita a bazar.

    Il complesso principale è formato da tre immense madrase, Ulugbek, Shir Dar e Tilla Kari, che svettano verso il cielo con le loro splendide decorazioni di piastrelle azzurre. La simmetria delle facciate e l’eleganza delle proporzioni, insieme alle mattonelle smaltate verdi e blu, creano un’apoteosi di colori. Ovunque, motivi decorativi riproducono frasi in caratteri arabi, raffinati mosaici e arabeschi.

    Visita della Moschea di Bibi Khanum, dedicata alla bella moglie di Tamerlano e allo splendido complesso funerario di Shakhi-Zinda, il “Sepolcro del Re Vivente. Per alcuni è il monumento che più rimane impresso di Samarcanda. Si tratta di un’area funeraria composta di alcuni santuari realizzati attorno alla probabile tomba del cugino del profeta Maometto. Il luogo, meta di pellegrinaggio, è molto coinvolgente non solo architettonicamente.

    Cena in ristorante locale, pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione e partenza presto al mattino in auto verso il villaggio di Langar Ota (130 km da Samarcanda), situato nella regione dell'Hissar, area naturale a ridosso del confine tagiko, attraversando un paesaggio montano molto bello e vario.

    Utilizziamo le auto anziché il pulmino perché possiamo così percorrere le strade di montagna e aggiungere questa interessante visita al nostro viaggio che ci dà l’opportunità di dare uno sguardo fuori dai maggiori centri turistici dell’Uzbekistan.

    Il villaggio è conosciuto come un luogo sacro sorto presso il Mausoleo di Mohammad Sadiq Sheikh, un sufista vissuto a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Le abitazioni del villaggio sono costruite con una particolare tecnica che combina fango e paglia, ma il vero gioiello del luogo e motivo principale della nostra visita è la piccola moschea originale che risale al XVI secolo e non è mai stata restaurata.

    Proseguiamo quindi verso Shakhrisabz, la città natale di Tamerlano.

    Tamerlano nacque nel 1336 nel villaggio di Kesh; egli non lo dimenticò mai e, salito al potere, lo trasformò in una città monumentale, la cui fama competeva con quella della vicina Samarcanda. Rinominò il suo luogo di nascita Shakhrisabz, “la città verde”. Nel XVI secolo gran parte della città e dei palazzi furono distrutti, ma quello che resta merita comunque una sosta. Del Palazzo Ak-Saray (1380), costruito nell'anno seguente alla conquista da parte di Tamerlano di Khorezm, non rimangono che alcuni frammenti dell'entrata, ricoperta di splendidi mosaici blu, bianchi e oro simili a una filigrana, tuttavia le due torri alte circa 50 metri e l'arco ampio 22 metri ci offrono un'idea della grandiosità di questo edificio. Della Moschea del Venerdì, Kok Gumbaz, “cupola blu”, ci rimangono solo la facciata principale e una sala quadrata con una cupola di 12 metri di diametro e con nicchie in corrispondenza degli assi.

    Il complesso Dorus Saidat, destinato alla sepoltura delle famiglie regnanti, conteneva, oltre alle tombe stesse, una sala di preghiera, la Moschea di Kok Gumbaz e alloggi per la comunità religiosa e i pellegrini. La facciata principale era coperta di marmo bianco. La cripta di Tamerlano, progettata per il condottiero, è un capolavoro dell'architettura di quel periodo. Pranzo in ristorante. Rientro in serata a Samarcanda, cena in ristorante e possibilità di un’ultima passeggiata serale a piazza Registan. Pernottamento in hotel.

     

     

    Prima colazione e trasferimento in stazione per il treno veloce per Bukhara. Arrivo in mattinata e giornata interamente dedicata alla visita di Bukhara.

    “Se Samarcanda è la meraviglia della terra, Bukhara è la meraviglia dello spirito”. Il centro storico e i dintorni offrono tanto, e l'essere considerata la città più sacra dell’Asia Centrale, emerge anche grazie a restauri che sono stati più attenti che in altri centri. Anch’essa è Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

    La città ha vissuto vicende alterne, ma le sue gioie non sono state stravolte negli ultimi duecento anni, anche se il suo periodo migliore l'ha trascorso tra il IX e X secolo quando era capitale di uno stato, quello samanide, che prende nome da Ismail Samani, fondatore della dinastia cui è dedicato uno dei più antichi edifici islamici di Bukhara.

    Più in generale, si è caratterizzata come “pilastro dell’Islam”, “nobile Bukhara”, cuore religioso e culturale dell’Asia Centrale anche grazie alla presenza di personaggi religiosi e scienziati che ne hanno accresciuto il prestigio nei secoli.

    Di madrase e moschee ne racchiude davvero tante, di seguito segnaliamo alcune delle visite previste, segnalando che l’ordine è indicativo e potrà essere variato dalla guida locale e dall’accompagnatore al fine di ottimizzare la giornata.

    Dell’antica rete di canali e vasche che assicuravano rifornimento idrico, ma anche frequenti pestilenze, rimane un’importante testimonianza nella piazza Lyabi-Hauz, adornata da gelsi secolari e dove si affacciano importanti monumenti. Costituisce il cuore del centro storico che si stende tra tre vie che si uniscono formando un triangolo.

    La denominazione indica “intorno alla vasca” e ben rappresenta il ruolo che ancora oggi svolge il posto nonostante lo sviluppo moderno della città.

    Osserviamo gli edifici e le madrase che vi s’innalzano ai lati, tra cui la Madrasa Nadirkhon Devanbegi e la Madrasa Ulugbek.

    La Madrasa di Nadirkhon Devanbegi è del XVII secolo. Originariamente, per il ruolo commerciale e la posizione della città, nasce come caravanserraglio e sull’ampia facciata offre due grandi pavoni rivolti verso un sole con fattezze umane. È uno degli esempi più evidenti della possibilità di non rispettare il tradizionale divieto islamico di raffigurare esseri viventi.

    Poco distante si trova la Moschea Mogaki Attari, la più antica dell’Asia Centrale.

    Risale al IX secolo con aggiunte del XVI. Le sue origini però sono ancora più antiche perché alcuni scavi hanno riportato alla luce parti di templi zoroastriano e buddista. Questo luogo pare esemplificare bene il carattere storicamente tollerante di Bukhara, come conferma anche il fatto che una parte di questo complesso fosse nel passato usata come sinagoga. 

    Il complesso di Poi Kalon con la moschea e l’alto minareto del XII secolo costituiva un tempo il punto di riferimento per le carovane che arrivavano dal deserto circostante. Le sue 14 fasce di mattoncini cotti color sabbia, tutte diverse una dall’altra, sono state per secoli un esempio per l’architettura della regione. Poco a est del centro storico si trova il Chor Minor.

    La colossale fortezza Ark, di cui rimangono impressionanti mura restaurate dai sovietici, è la costruzione più antica di Bukhara. Era una città regale all’interno della città e fu abitata fino al 1920, anno in cui fu bombardata dall’Armata Rossa. La cittadella è circondata da possenti mura, che danno ancora un’ottima idea del suo splendore di un tempo. Parti restaurate e rovine compongono un insieme degno di nota che include una moschea, cortili, passaggi coperti, appartamenti, sale che ospitavano udienze, harem, trono

    Per visitare il Mausoleo di Ismail Samani occorre entrare nel Parco Samani a qualche centinaio di metri dall’Ark, verso ovest. Il parallelepipedo in mattoni di terracotta coperto da una cupola è del X secolo e le sue mura spesse due metri hanno consentito alla poderosa struttura di resistere al tempo.

    Accanto, sempre nel parco, sta un altro mausoleo, quello di Chashma Ayub costruito nel corso di quasi cinque secoli, dal XII al XVI, sopra una sorgente fatta scaturire da Giobbe, secondo la tradizione.

    Tutta la zona a nord ovest della Lyabi-Hauz era dedicata da sempre ai mercati. Oggi ne rimangono tre, destinati soprattutto ai turisti, e tutti in ambienti coperti e sormontati da cupole con i tetti progettati per convogliare all’interno l’aria fresca. Ecco quindi il Taqi-Sarrafon, il bazar destinato ai cambiavalute, il Taqi-Telpak Furushon, quello dei cappellai e il Taqi-Zargaron, occupato dai gioiellieri. Tutti offrono ogni genere di mercanzia, dai tappeti, per i quali la città è celebre, anche se più per il loro commercio che per la loro fabbricazione, agli oggetti di artigianato, per cui il Paese è famoso.

    Pranzo in ristorante, cena nella Akbar House, una bella casa-museo del XIX secolo appartenuta a ricchi mercanti ebrei. Rientro in hotel e pernottamento.

     

    Dopo la prima colazione ci aspetta una giornata intensa per raggiungere l’ultima città carovaniera del nostro viaggio e forse anche quella meglio conservata, sebbene i consistenti restauri ne cambino l’atmosfera, nel suo impianto architettonico. Partiamo verso Khiva. E lo facciamo attraverso un paesaggio aspro, duro, desertico esattamente come lo era centinaia di anni fa, che, dopo circa sei ore di viaggio, ci porta alle imponenti fortezze della regione di Khorezm (Corasmia). Il pranzo è previsto al sacco o in un campo tendato all’arrivo ad Ayaz Qala, a seconda dell’orario di arrivo effettivo.

    Il regno di Corasmia, che si estendeva fino all’odierno Turkmenistan settentrionale, si sviluppò sulla pianura lungo il corso inferiore dell’Amu-Darya, sul ramo settentrionale della Via della Seta, e per migliaia di anni costituì un’importante oasi di civiltà in mezzo ai deserti dell’Asia Centrale. A nord-est di Khiva, nella regione del Karakalpakstan meridionale, si trovano ancora le rovine di molte città e fortezze dell’antica Corasmia, alcune delle quali risalenti a ben più di 2000 anni fa. Il nome tradizionale di questa zona è Elliq Qala, che significa “Cinquanta Fortezze”.

    Le fortezze, interamente realizzate in argilla, si stanno lentamente sgretolando al sole cocente, ma i resti permettono ancora di farsi un’idea del grandioso sistema difensivo e delle singole imponenti strutture.

    Visitiamo quella che riteniamo essere la più suggestiva e interessante delle fortezze: Ayaz Qala, che si sviluppa su tre livelli e che raggiungiamo dopo poco più di un’ora di viaggio. Il percorso attraversa campi coltivati a cotone e ortaggi. La fortezza si trova al margine del deserto Kyzilkum (sabbie rosse) vero e proprio. La visita implica una breve camminata; vi sono circa duecento metri di sentiero per raggiungere la parte alta del nucleo fortificato. Della fortezza costruita in mattoni di terra asciugati al sole non restano che gli spazi perimetrali dei vari ambiti interni.

    Nel tardo pomeriggio arriviamo infine a Khiva. Da molti considerata la più suggestiva dell’Asia Centrale, senz’altro la più isolata delle oasi carovaniere uzbeke sulla Via della Seta. Secondo la leggenda la città fu fondata da Sem, figlio di Noè, che scavò un pozzo proprio dove sorge ora. Di sicuro abbiamo notizie del luogo fin dall’VIII secolo, quando Khiva era una piccola fortezza avvolta da poderose mura e una stazione commerciale ai limiti della Via della seta. Perse importanza quando, tra il X e il XIV secolo, capitale della zona divenne l’attuale Urgench, che fu distrutta a sua volta da Tamerlano. La città crebbe d’importanza di nuovo all’inizio del ‘500, quando divenne un importante mercato di schiavi, che per tre secoli segnò la sua storia. All’inizio del ‘700 il khan dell’epoca riuscì a sfuggire alla conquista russa di Pietro il Grande, cosa che invece non riuscì al suo successore nel 1873, quando l’esercito russo annesse definitivamente la città all’impero sovietico.

    All’arrivo, sistemazione e cena in hotel con possibilità di una prima passeggiata serale per la città. Pernottamento in hotel.

     

    NB: Nell’ipotesi in cui sia operativo il volo mattutino dell’Uzbekistan Airways da Bukhara a Khiva prevederemo il trasferimento in aereo al posto del tragitto in pulmino con eventuale supplemento, guadagnando del tempo per le visite e il soggiorno a Khiva.

     

    La giornata è interamente dedicata alla visita di Khiva.

    La parte antica della città (che è stata inserita dall’UNESCO nell’elenco dei luoghi considerati “Patrimonio dell’umanità" nel 1991) si chiama Ichan Kala ed è circondata da una lunga e possente cinta di mura di fango, lunghe 2,5 km su cui si aprono quattro porte. La più importante è quella occidentale, detta Ota Darvoza. Khiva in effetti non è una semplice città, ma un vero e proprio museo a cielo aperto: ha mantenuto integra la struttura urbanistica originale all'interno delle mura perimetrali, dove si concentrano la maggior parte dei monumenti. Si visita facilmente a piedi e tutto è a portata di pochi passi.

    Ci addentriamo, quindi, nell’Ichan Kala, percorrendo i suoi vicoli tortuosi, visitando minareti, madrase, palazzi e moschee (l’ordine delle visite della giornata odierna e di quella seguente è puramente indicativo e potrà essere variato dall’accompagnatore e dalla guida locale al fine di ottimizzare le giornate). Entrando in città dalla Ota Darvoza, sulla destra, scopriamo uno dei simboli della città, il Kalta Minor, un immenso minareto rivestito di piastrelle turchesi che però appare interrotto di netto alla sua metà. L’edificio venne iniziato, nel 1881, da Mohammed Amin Khan, che nelle intenzioni voleva erigere una torre colossale, la più alta dell’Asia, ma il khan morì provvisamente e la costruzione fu quindi interrotta. Visitiamo la fortezza Kunya Ark, residenza dei sovrani, costruita nel XII secolo e successivamente ampliata. La tozza sporgenza presso l’ingresso è la prigione dei khan. All’interno dell’Ark si trova una moschea estiva, del XIX secolo, una bellissima moschea all’aperto con splendide piastrelle bianche e blu decorate con motivi vegetali. Accanto la vecchia zecca, oggi un museo. Proseguendo si entra nella sala del trono, dove i khan dispensavano giudizi. Da qui si può salire sui bastioni, avendo una bella vista sui tetti della città.

    Uno degli edifici più affascinanti che vi si trovano, è senza dubbio la Moschea Juma (del Venerdì), caratterizzata da ben 213 colonne di legno che sostengono il tetto, imitando le antiche moschee arabe. Le poche colonne finemente intarsiate appartengono al colonnato originale, risalente al X secolo, mentre le altre, insieme al resto dell’edificio, sono del 1700.

    A sud della Moschea Juma si trova un mausoleo molto sacro, che, per il suo incantevole cortile e le splendide decorazioni a piastrelle, è uno dei luoghi più suggestivi della città. Pahlavon Mahmud era un filosofo-poeta, oltre che un eccezionale lottatore, divenuto addirittura patrono di Khiva. All’interno, in un ambiente di stile persiano sormontato da una cupola turchese, si trova la tomba del khan Mohammed Rachim II, che regnò dal 1865 al 1910. Il sarcofago e le pareti della tomba di Pahlavon Mahmud, invece, sono decorate con bellissime piastrelle colorate. Per entrare, come sempre nei luoghi sacri musulmani, è necessario togliersi le scarpe.

    Situata sulla parte sud del centro storico, si trova la Madrasa Islam Khodja, la più recente di Khiva, costruita nel 1910. Ospita al suo interno il piccolo, ma interessante Museo di Arti Applicate in cui sono esposti manufatti della Corasmia di epoche diverse: sculture in legno, manufatti in metallo, tappeti uzbeki e turkmeni, pietre scolpite e grandi vasi chiamati hum che servivano per conservare il cibo sottoterra. Accanto alla Madrasa s’innalza il bel minareto di Islam Khodja, il più alto di Khiva. Elegante nelle sue cromie ocra e inserti in ceramica policroma, svetta sulla città e lo si nota da ogni parte. E’ possibile salire in cima (a pagamento, il costo è di 1,40 Euro circa) per ammirare il panorama.

    Nella zona nord-est della città visitiamo il Palazzo Tash Hauli, il cui nome significa “Casa di pietra”, che mostra forse le decorazioni più sontuose della città: piastrelle in ceramica, sculture di pietra e di legno. Il palazzo fu fatto costruire da Alla Kuli Khan tra il 1832 e il 1841, come alternativa molto più lussuosa alla fortezza Ark.

    Pranzo e cena in ristorante locale, pernottamento in hotel.

     

     

    Prima colazione in hotel trasferimento privato all’aeroporto internazionale di Urgench per il volo di rientro in Italia, con arrivo previsto nel pomeriggio.


     

     

     

    1. Moschea Juma, Khiva      2. Bukhara       3. Ricamatrici

     

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

    VOLI I Voli di linea scelti per questo itinerario sono operati dalla compagnia Turkish Airlines con scalo a Istanbul. Questa scelta è dettata principalmnete dal fatto che, al momento della programmazione del viaggio, è l’unica compagnia aerea che consente di volare su Tashkent in andata e tornare in Italia dall’aeroporto di Urgench, permettendoci così di disegnare un tour che, da ovest a est, attraversa il Paese senza dover tornare mai al punto di partenza. Evitando quindi ulteriori - CONTINUA -

    NATIONAL GEOGRAPHIC DIFFERENCE

    • Il numero limitato di partecipanti consente di effettuare un'escursione in auto da Samarcanda a Shakhrisabz visitando anche il villaggio montano di Langar Ota, dove i bus non possono arrivare
    • Abbiamo selezionato piccoli hotel tradizionali e boutique hotel in zona centrali per viviere fino in fondo il fascino antico dell'Uzbekistan
    • Abbiamo previsto l'early check-in all'arrivo a Tashkent e il trasferimento in business class sul treno av per Samarcanda
    • Abbiamo scelto di passare tre notti a Samarcanda per dedicare il giusto tempo ad una delle più leggendarie città dell'Asia Centrale

    ESPERTI

      

    Esperto Kel 12

    • Dal 25  marzo  2022 al 1  aprile  2022
    • Dal 15  aprile  2022 al 22  aprile  2022
    • Dal 29  aprile  2022 al 6  maggio  2022
    • Dal 13  maggio  2022 al 20  maggio  2022
    • Dal 27  maggio  2022 al 3  giugno  2022
    • Dal 17  giugno  2022 al 24  giugno  2022
    • Dal 15  luglio  2022 al 22  luglio  2022
    • Dal 5  agosto  2022 al 12  agosto  2022
    • Dal 12  agosto  2022 al 19  agosto  2022
    • Dal 19  agosto  2022 al 26  agosto  2022
    • Dal 9  settembre  2022 al 16  settembre  2022
    • Dal 30  settembre  2022 al 7  ottobre  2022
    • Dal 14  ottobre  2022 al 21  ottobre  2022
    • Dal 28  ottobre  2022 al 4  novembre  2022
    • Dal 11  novembre  2022 al 18  novembre  2022

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